mercoledì 30 marzo 2016

[BlogTour] Quelle belle ragazze di Karin Slaughter: Recensione in Anteprima



Buongiorno Lettori Meravigliosi e ben trovati :)
Oggi concludiamo un BlogTour a dir poco sensazionale che ha visto come protagonista uno dei Thriller più promettenti e più belli degli ultimi tempi. Ovviamente sto parlando del libro di Karin Slaughter, Quelle belle ragazze, che potrete trovare da domani in tutte le librerie e su tutti gli store digitali! Io ho avuto la possibilità di leggerlo in Anteprima e non vedo davvero l'ora di parlarvene!

IL LIBRO

Prezzo: € 18,00
Editore: Harper Collins Italia
Data di pubblicazione: 31 Marzo 2016

TRAMA
Claire e Lydia sono sorelle che non si parlano da più di vent'anni. I loro rapporti si sono interrotti quando Claire ha deciso di sposare Paul, affermato architetto, e di diventare la sua sofisticata moglie trofeo. Lydia, invece, è una madre single, ha una storia con un ex detenuto, e fatica ad arrivare alla fine del mese. Nessuna delle due è riuscita a superare la tragedia che ha colpito la loro famiglia quando Julia, la sorella maggiore, è scomparsa senza lasciare tracce, e la notizia che un'altra ragazza, anche lei giovane e bellissima, è sparita nel nulla in circostanze molto simili, di colpo riporta nelle loro vite tutto l'orrore e lo strazio del passato. Come se non bastasse, pochi giorni dopo Paul viene ucciso. Che legame c'è tra la scomparsa di un'adolescente e l'omicidio di un uomo di mezza età a quasi venticinque anni di distanza? Accantonata la reciproca diffidenza, le due sorelle si alleano per dissotterrare i segreti che hanno distrutto le loro vite, finendo per scoprire una scioccante verità dove meno se l'aspettano.

RECENSIONE

E' quando credi di aver assaporato ogni singola sensazione, ogni tipo di ansia o di terrore che un'emozione nuova si affaccia nella tua mente e ti fa ricredere su tutto. Karin Slaughter con il suo nuovo Thriller, Quelle belle ragazze,  si è insinuato in tutto il mio corpo, mi ha travolta, mi ha fatto diventare parte di sé, mi ha messa di fronte ad una verità sconvolgente facendomi dubitare, a volte, anche delle mie stesse convinzioni.

La famiglia Carroll ormai è solo uno spettro di quello che è stata in passato: Sam, il padre, completamente sopraffatto dal dolore causato dalla scomparsa della figlia maggiore, Julia, ha deciso di togliersi la vita; Helen si è indurita, non è più la madre sorridente ed intraprendente che era solita essere; Claire e Lydia, le due sorelle, invece, non hanno più alcun rapporto, l'una non sa nulla della vita dell'altra e dopo quell'accusa di stupro che la seconda ha mosso nei confronti del marito della prima tutto è andato in pezzi, ma ben presto il loro mondo verrà sconvolto da una scoperta sconcertante. Quando Paul, il marito di Claire, viene assassinato davanti agli occhi della donna, tutto verrà rimesso in discussione: e se le accuse di Lydia fossero vere? E' mossa da questo dubbio che Claire, dopo la scomparsa di un'adolescente incredibilmente simile a Julia, comincia ad indagare sulla vita del defunto marito: l'uomo che si curava di lei, che la rendeva felice, che l'ha accompagnata per lunghi anni nella loro vita insieme non esiste più, seppellito sotto gli oscuri segreti che Claire e Lydia, messo da parte l'orgoglio, trascineranno allo scoperto. Chi è veramente Paul Scott? In cosa è implicato? La vita delle due donne ormai è in pericolo, ma fino a che punto saranno disposte a rischiare?

Fin dalle prime pagine i motivi per cui ho sempre ritenuto Karin Slaughter una delle autrici più talentuose degli ultimi tempi si sono nuovamente rivelati con una forza incredibile. Innanzitutto, l'originalità nella costruzione della storia: il lettore si troverà davanti a due punti di vista differenti, da una parte quello di Lydia e dall'altra quello di Claire, le due sorelle che si ritroveranno, volenti e nolenti, a dover distruggere i loro mostri l'una con il supporto all'altra, elemento che gli permetterà di conoscere a fondo entrambe le protagoniste e soprattutto le ragioni delle loro scelte, particolarmente importanti per ricostruire la storia delle loro vite; accanto a queste due voci narranti, però, l'autrice inserisce un qualcosa in più, alternando i capitoli agli scritti e ai diari di Sam, il padre, con il quale ripercorrerà gli eventi passati: dal punto di vista emotivo e dal punto di vista umano questo creerà un grande scompiglio nel lettore che si ritroverà davanti ad un dolore inimmaginabile, a ricordi di un'infanzia ormai perduta e soprattutto al rimpianto di una vita che, purtroppo, non potrà più essere vissuta. Il grande impatto emotivo che così Karin Slaughter è riuscita a creare è introvabile in altri autori e la grande abilità con cui è stata in grado di catturare il lettore fin dal primo capitolo è assolutamente ineguagliabile. Detto questo, poi, lo sviluppo della trama è imprevedibile ed incredibilmente travolgente: sarà impossibile non divorare centinaia e centinaia di pagine in un tempo brevissimo, rimarrete incollati alle pagine come mai prima, abbandonare Lydia e Claire, il loro destino, le loro vite, sarà impensabile, vi addormenterete con la consapevolezza che ben presto qualcosa di pericoloso potrebbe accadere e vi sveglierete con la voglia di riprendere in mano il libro ed immergervi nuovamente nella storia.

I personaggi, poi, sono delineati benissimo e soprattutto vengono analizzati nel profondo: conosceremo così una Lydia debole, una donna in grado di ricadere in uno dei vizi peggiori possibili, quello pronto a distruggere la sua stessa vita e quella di che le sta accanto, ma che crescendo ha imparato a credere in se stessa, ad apprezzare quello che ha e che presto imparerà il vero significato della parola perdono e l'importanza dei legami familiari; accanto a lei avremo una Claire completamente cambiata, sprovveduta per alcuni versi, una donna a cui non manca davvero nulla, ambientatasi perfettamente in un mondo in cui ogni cosa può essere ottenuta con il semplice utilizzo del soldi, ma che presto assaporerà il dolore delle menzogne e delle violenza, un dolore che sarà in grado di cambiarla radicalmente, tirando fuori il suo vero io, la vera Claire che si è persa col tempo. Ovviamente non possono essere tralasciati Sam e Helen: il primo vi colpirà con le sole parole da cui trasparirà ogni singolo sentimento e quella voglia di trovare la verità a tutti i costi che non gli hai mai permesso di mollare o arrendersi in alcun modo, la seconda invece impareremo a conoscerla sotto diversi punti di vista e se all'inizio apparirà come una donna cinica che si è lasciata alle spalla una vita intera, ben presto rivelerà in tutto e per tutto, mostrando un'anima forte, ma terribilmente frastagliata. Con personaggi così complicati, profondi e soprattutto umani, sarà impossibile non apprezzare la storia: vi ritroverete a sostenere incessantemente la famiglia Carroll, a lottare per la loro incolumità, a soffrire e piangere lacrime amare con loro, a desiderare di poter essere lì ad abbracciarli, a trasmettere loro tutta la vostra forza. Essere un semplice spettatore non vi basterà più.

La forza della penna dell'autrice, infine, si farà sentire anche nelle tematiche trattate, dotate di una grande intensità: la Fiducia sarà la prima cosa che verrà messa in discussione e contestualmente ad essa il lettore non potrà fare a meno di scavare sotto la superficie domandosi il perché di tanti segreti e soprattutto la loro natura, lui stesso si metterà nei panni di Claire ponendosi mille e più domande, non desiderando, allo stesso tempo, di trovarsi nella sua situazione; verranno poi presi in considerazione anche i Legami Familiari e ne verrà sottolineata l'importanza in una maniera tale da arrivare dritto al cuore. Lo stile si conferma ancora una volta molto scorrevole e soprattutto molto evocativo, particolarmente toccante. Karin Slaughter è riuscita a creare un altro piccolo capolavoro.





PROLOGO

Quando sei sparita, tua madre mi disse subito che scoprire cosa ti era successo di preciso poteva essere peggio che non sapere mai. Non facevamo che litigare in proposito, perché all’epoca litigare era l’unica cosa che ci univa.
«Conoscere i dettagli non lo renderà più sopportabile» mi ammoniva. «I dettagli ti distruggeranno.»
Io però sono uno scienziato, ho sempre bisogno dei fatti. La mia mente non voleva saperne di smettere di formulare ipotesi: rapimento, stupro, profanazione.
Una ribelle.
Era quella la teoria dello sceriffo, o almeno la scusa che ci rifilava quando pretendevamo risposte che non era in grado di dare. Tua madre e io eravamo sempre stati segretamente orgogliosi della tua testardaggine e della passione che mettevi nei tuoi ideali. Quando sei scomparsa abbiamo capito che quelle stesse caratteristiche erano considerate dimostrazione di intelligenza e ambizione in un uomo e fonte di guai in una giovane donna.
«Le ragazze scappano in continuazione.» Lo sceriffo si strinse nelle spalle come se tu fossi una persona qualsiasi, come se lasciando passare una settimana, un mese, magari anche un anno, ti avremmo visto tornare nelle nostre vite con qualche debole scusa su un ragazzo che avevi seguito o un’amica con cui avevi deciso di fare il giro del mondo.
Avevi diciannove anni. Secondo la legge, non ci appartenevi più. Appartenevi a te stessa, al mondo.
Eppure organizzammo squadre di ricerca, chiamammo ospedali, stazioni di polizia e rifugi per senzatetto. Distribuimmo volantini in tutta la città, andammo a bussare di porta in porta, parlammo con i tuoi amici. Controllammo gli edifici abbandonati, le case distrutte dal fuoco nella zona più malfamata della città. Assumemmo un detective privato che ci costò metà dei nostri risparmi e un veggente che si prese l’altra metà. Ci appellammo ai media, che però persero interesse quando rimasero senza particolari scabrosi da raccontare in tono concitato.
Ecco cosa sapevamo: eri stata in un bar. Non avevi bevuto più del solito. Avevi detto alla tua amica che non ti sentivi bene e che saresti tornata a casa, e quella è stata l’ultima volta in cui sei stata vista.
Negli anni abbiamo ricevuto molte false confessioni. Il mistero della tua scomparsa era un grande richiamo per i sadici, che ci fornivano di proposito dettagli indimostrabili, indizi impossibili da seguire. Perlomeno quando venivano smascherati dicevano la verità: i sensitivi invece mi accusavano sempre di non impegnarmi abbastanza nelle ricerche.
Perché io non ho mai smesso di cercarti.
Capisco perché tua madre ha rinunciato, o almeno è quello che ha dovuto far credere. Doveva ricominciare a vivere, se non per se stessa, per quello che rimaneva della sua famiglia. Tua sorella minore abitava ancora con noi. Era silenziosa, sfuggente e frequentava il genere di ragazze che la convincevano a comportarsi nel modo sbagliato. Come sgattaiolare in un bar per ascoltare musica e non tornare più a casa.
Il giorno in cui firmammo i documenti per il divorzio, tua madre mi disse che la sua unica speranza era che un giorno avremmo ritrovato il tuo corpo. Era a questo che si aggrappava, l’idea che prima o poi potessimo darti una sepoltura.
Le risposi che forse ti avremmo trovata a Chicago, Santa Fe, Portland o qualche altra cittadina in cui si riunivano gli artisti, dove eri finita perché eri sempre stata uno spirito libero.
Tua madre non fu sorpresa dalle mie parole. In quel periodo il pendolo della speranza oscillava ancora avanti e indietro, c’erano giorni in cui andava a dormire disperata e altri in cui tornava a casa con un paio di jeans o un maglione che ti avrebbe regalato quando fossi tornata.
Ricordo molto bene il giorno in cui ho perso ogni aspettativa. Ero nello studio veterinario in centro, al lavoro, e ci avevano portato un cane abbandonato. La povera creatura era in uno stato pietoso, aveva di sicuro subìto maltrattamenti. Era un labrador color miele, anche se il mantello era ingrigito per essere stato esposto agli elementi. Aveva del filo spinato conficcate nelle cosce, chiazze irritate senza pelo dove si era grattato o leccato troppo, o aveva fatto il genere di cose che i cani fanno quando vengono lasciati da soli e cercano di calmarsi.
Rimasi con lui per un po’, per fargli capire che era al sicuro. Mi lasciai leccare il dorso della mano, lo feci abituare al mio odore. Quando si fu calmato, cominciai a visitarlo. Era anziano, ma fino a poco tempo prima era stato ben tenuto, a giudicare dai denti. Una cicatrice chirurgica indicava che a un certo punto della sua vita una ferita a un ginocchio gli era stata curata con grande attenzione e con gran dispendio di soldi. L’evidente maltrattamento cui era stato sottoposto non aveva ancora fatto breccia nella memoria muscolare: ogni volta che gli avvicinavo una mano al muso, lui me lo appoggiava di peso sul palmo.
Guardai negli occhi tristi del cane e la mia mente mise insieme i dettagli della vita di quella creatura sventurata. Non avevo modo di conoscere la verità, ma il mio cuore sapeva cosa gli era accaduto: non era stato abbandonato. Si era allontanato, oppure si era liberato del guinzaglio. I proprietari erano entrati in un negozio, oppure erano partiti per le vacanze, e in qualche modo, per un cancello rimasto aperto per sbaglio, un salto oltre la recinzione, una porta lasciata socchiusa senza malizia da qualcuno che custodiva la casa, quella creatura tanto amata si era ritrovata a camminare per le strade senza avere la minima idea di quale fosse la direzione da prendere per tornare dai suoi cari.
Poi un gruppo di ragazzini, qualche mostro indefinibile o la combinazione dei due l’aveva trovato, trasformando un cane di famiglia in un essere terrorizzato.
Seguendo le orme di mio padre, ho dedicato la vita alla cura degli animali, ma quella fu la prima volta in cui feci un collegamento tra gli orrori cui la gente sottopone gli animali a quelli ancor più terrificanti che vengono inflitti agli altri esseri umani.
Trovai carne lacerata da colpi di catena, segni di calci e pugni. Ecco quale doveva essere l’aspetto di un essere umano quando finiva in un mondo che non lo apprezzava, non lo amava, non voleva che tornasse più a casa.
Tua madre aveva ragione.
I dettagli mi distrussero.



Vi ricordo inoltre che dal 1 marzo il prequel a questo bellissimo Thriller, Capelli biondi, occhi azzurri, lo potete trovare direttamente sul Sito Harper Collins Italia a soli € 0,99! Potete trovare la mia Recensione QUI.

TRAMA
"Capelli biondi, occhi azzurri…" Julia Carroll non riesce a togliersi dalla testa queste parole inquietanti. Una diciannovenne bella, intelligente e piena di talento dovrebbe essere allegra e spensierata. Invece lei ha paura. Di recente, in città, sono scomparse due ragazze. Entrambe sono bionde con gli occhi azzurri. Proprio come lei. Entrambe sembrano svanite nel nulla. E se la prossima fosse lei?

Ai vertici delle classifiche internazionali con oltre 35 milioni di copie vendute in tutto il mondo, Karin Slaughter è stata definita da Michael Connelly "un'autrice senza rivali nel panorama thriller contemporaneo". 

2 commenti:

  1. Sono stato completamente attratto dal Prologo, quindi sicuramente il libro e ancora più emozionante. La recensione mi ha colpito molto, si capisce che i personaggi attraverso il dolore si scoprono realmente. Complimenti per la recensione.

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  2. Questo prologo ti catapulta subito dentro la storia. Io poi, amando questo genere letterario, sono assai rapito da questo libro. La tua recensione mi conferma che questo libro merita!

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