mercoledì 13 aprile 2016

Recensione: L'assassino di corte di Robin Hobb


Prezzo: € 12,90
E-book: € 6,99
Pagine: 768
Editore: Fanucci
Genere: Fantasy

Dopo una lunga convalescenza tra i territori del Regno delle Montagne Fitz riesce a rientrare a a Castelcervo.. Il suo rientro a corte sorprende molti, soprattutto perchè più cresce più Fitz assomiglia al padre, sia nell'aspetto sia nel carattere.
A corte Fitz ritroverà l'amata Molly e scoprirà che Re Sagace è malato da tempo e totalmente manipolato dal principe Regal. Quando il re-in-attesa Veritas decide di andare alla ricerca degli Antichi per chiedere aiuto tutto a Castelcervo inizia a precipitare, ma per fortuna Fitz non sarà solo...


La casa editrice Fanucci, come già annunciato, sta ripubblicando la Trilogia dei Lungavista dando la possibilità a chi come me non aveva ancora letto nulla della Hobb di scoprirla attraverso una delle sue saghe più famose.
Il primo volume di questa saga non mi aveva entusiasmato particolarmente, soprattutto perché l'autrice tende ad essere troppo descrittiva e spesso si perde in raccontare fatti non sempre importanti per la trama e che tendono a spezzare il ritmo della lettura.
L'assassino di corte mi è piaciuto molto di più, il lettore fin dalle prime pagine entra nel pieno della storia e si ritrova completamente immerso negli intrighi di corta, che piano piano porteranno a svelare i piani dei vari protagonisti.
Piano piano i vari protagonisti diventano più definiti, di sicuro Fitz è più maturo e è il protagonista indiscusso di tutto il libro... Umbra purtroppo in questo volume è poco presente, mentre si scoprirà qualcosa di più su Matto, che si mostra più umano e senza ombra di dubbio anche veramente un po' matto!
La trama è avvincente, i colpi di scena sono moltissimi e la Hobb ha creato una fitta rete di intrighi in cui alla fine finisce intrappolato lo stesso lettore, che ha si dei sospetto su alcuni protagonisti, ma non riesce a mettere insieme tutti gli indizi e soprattutto non comprende quanti e quali sono le pedine di Regal.
Regal è uno di quei personaggi che compare poco e si fa odiare tantissimo, più di altri mi ha fatto più di una volta innervosire e desiderare che Fitz disobbedisse al Re e finisse per dargli una lezione.
Tra intrighi, tradimenti e cospirazioni ne L'assassino di corte troverete anche un po' di romanticismo: da una parte il giovane Fitz scoprirà il mondo dell'amore dall'altra Veritas imparerà che la vita non è solo doveri... E verso la fine un vecchio amore insospettabile verrà confessato lasciandovi a bocca aperta!
Quello che mi ha sorpreso di più di questo libro è il modo in cui l'autrice riesce a dar vita a tanta cattiveria, la crudeltà con cui Regal agisce e soprattutto il modo in cui ogni complotto viene orchestrato, senza trascurare nulla e tenendo conto di ogni singolo dettaglio in modo da non fallire.
Il ritmo è altalenante poiché, come ho detto all'inizio, la Hobb tende ad essere troppo descrittiva, troppo prolissa e inserisce storie secondarie che non sempre sono necessarie e che tendono a far perdere un po' la concentrazione. Personalmente avrei preferito legger meno di Fitz e Molly e scoprire qualcosina di più sulla sua dote chiamata Spirito.
La lettura è piacevole, ma non facile e poco scorrevole: quasi 800 pagine sono davvero troppe per un libro solo, ma nel complesso la storia è davvero intrigante e il lettore ne viene coinvolto con facilità.
Nonostante alcune cose siano scontate fin dall'inizio devo ammettere che il finale è davvero sorprendente, la mia fantasia non è riuscita a comprendere a fondo come si sarebbero evoluti i fatti e cosa più importante non vi è nessun indizio che possa svelare al lettore quali sono i piani dei vari protagonisti.
Posso solo che consigliare questo libro a tutti gli amanti del genere, ricordate solo che è una lettura per nulla semplice, ma comunque scritta con una grande cura.









4 commenti:

  1. Direi che sono perfettamente d'accordo con la tua recensione! Mi viene voglia di riprendere in mano i romanzi di Robin Hobb (ho già letto la trilogia dei Lungavista anni fa ma devo ancora finire la trilogia dell'uomo ambrato, che è il seguito)

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    1. Ho fatto fatica a finirlo, ma è comunque molto più avvincente del primo!

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  2. Ma essendo una trilogia bisognava aspettarsi che il primo libro era quello più introduttivo, comunque noto grande differenza con questo, sembra molto più appassionate. Ora non ti resta che leggere l'ultimo ed io ovviamente sarò qui per leggere la recensione.

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    1. Essendo una trilogia come dici tu mi aspettavo che il primo libro fosse introduttivo ed infatti copre ben 9 anni di vita del protagonista, mentre questo circa due... Il problema è che la Hobb è davvero troppo troppo prolissa e fa perdere la concentrazione e uccide il ritmo :(

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