domenica 10 aprile 2016

Recensione: Malice - La guerra degli Dèi (La fede e l'inganno #1) di John Gwynne


Prezzo: € 12,90
Ebook: € 4,99
Pagine: 784
Genere: Fantasy
Editore: Fanucci
Data di pubblicazione: 24 Marzo 2016

Le Terre dell’Esilio hanno un passato violento, in cui eserciti di uomini e di giganti si scontrarono in battaglia, scurendo la terra con il sangue nero dei loro cuori. Anche se i clan dei giganti sono stati spazzati via in ere ormai remote, le loro fortezze in rovina continuano a segnare come cicatrici la terra degli uomini. E ora questi esseri riprendono a mostrarsi, le pietre piangono sangue e cominciano a spargersi voci di avvistamenti di wyrm, grossi serpenti dalle enormi fauci che aggrediscono gli uomini. Coloro che sono ancora in grado di leggere i segni vi vedono l’annuncio di una minaccia ben più grande delle antiche guerre. Quando l’Alto Re Aquilus convoca un concilio con i sovrani degli altri Stati per sancire un’alleanza contro i tempi oscuri che si profilano all’orizzonte, alcuni di loro si mostrano scettici: sono già impegnati a difendere le proprie frontiere dagli attacchi di pirati e giganti. Ma la profezia indica che l’oscurità e la luce esigono due campioni, il Sole Nero e l’Astro Splendente. E farebbero bene a cercare entrambi, perché se il Sole Nero dovesse guadagnare potere, le speranze e i sogni dell’intera umanità cadrebbero in rovina.

Iniziare una nuova Saga per me vuol dire immergermi in un mondo tutto nuovo, conoscere nuovi personaggi, vivere nuove entusiasmanti avventure, farmi avvolgere, libro dopo libro, dalla penna dell'autore e soprattutto provare quelle emozioni, quelle sensazioni che solo una Saga è in grado di darmi, ed è esattamente questo lo spirito che mi spinge ad andare a ricercare nuovi inizi e nuove storie. Così, non appena lessi la trama e vidi la copertina di Malice, La guerra degli Dèi il mio cuore fece una capriola e mi spinse verso questo primo volume di una Saga che sapevo mi avrebbe fatto innamorare. Con qualche piccolo dispiacere, devo ammettere che qualcosa nel libro di John Gwynne non mi ha convinta pienamente, piccoli elementi che, però, non mi hanno tolto il piacere della lettura, della scoperta né tanto meno della curiosità che questo primo capitolo mi ha suscitato.
Anno 1122 dell'Era degli Esuli, Luna del Lupo. Un giovane Evnis, stanco delle angherie continue subite a causa del fratello maggiore, in una notte oscura incontra la bellissima Rhin, Regina di Cambren promettendole fedeltà e l'intero Regno di Ardan che lui stesso governerà, suggellando il tutto con un grande sacrificio, la sua anima, al crudele Dio Asroth. Circa vent'anni dopo, nell'Anno 1140 dell'Era degli Esuli, Luna della Nascita, facciamo la conoscenza di Corban, un giovane ragazzo deciso più che mai a diventare un guerriero, dell'irriverente sorella Cywen, di Veradis, un abile spadaccino e Kastell, il nipote del re si Isiltir appartenente ai Gadrai, coloro che sorvegliano il confine della foresta di Forn per proteggere il loro popolo dai giganti, in un Regno, quello di Ardan che raramente ha conosciuto la pace. Dopo l'estenuate battaglia contro i giganti, infatti, un nuovo pericolo si sta staglia all'orizzonte, dall'aria più minacciosa che mai e quando il Re Aquilius, intenzionato a fronteggiare questo nuovo male oscuro, decide di convocare un Concilio per sancire un'alleanza, i primi segni premonitori verranno alla luce: le grandi pietre piangono sangue ed esseri orripilanti come i wyrn vengono avvistati sempre più frequentemente. Il grande Regno di Ardan è in pericolo e l'astio e l'orgoglio che serpeggia tra i diversi Re non fa che aumentare la minaccia che incombe: che speranze ha la l'umanità di salvarsi? E mentre il Dio dell'oscurità Asroth avanza, il Dio Elyon, l'unico appiglio per gli abitanti di Ardan, sta coprendo le sue tracce facendo precipitare il Regno in un baratro oscuro senza luce. Una battaglia infernale, un'antica profezia, il coraggio di valorosi guerrieri e la paura di soccombere: la Guerra degli Dèi è appena cominciata.

Fin dalle prime pagine, e già dal Prologo, l'autore è in grado di catturare l'attenzione e la curiosità del lettore mettendolo davanti ad una scena particolarmente importante di cui, però, scoprirà la portata solo più avanti e soprattutto solo proseguendo nella lettura. Se da un lato, però, il libro sembra farsi da subito interessante, dall'altro subisce quasi subito dopo una notevole battuta d'arresto: la prima parte del libro, infatti, risulta essere particolarmente lenta, probabilmente dovuto al fatto che l'autore qui ha voluto introdurre il lettore nel Regno di Ardan, fargli comprendere le dinamiche delle Terre dell'Esilio e soprattutto fargli conoscere i protagonisti che lo accompagneranno lungo una bellissima avventura; la seconda parte del libro, invece, è sicuramente più dinamica rispetto alla prima, l'azione finalmente diverrà la vera protagonista, ma purtroppo non in un modo tale da distinguere nettamente i due ritmi della narrazione. Questo è sicuramente quello che più mi ha delusa di questo libro, aspetto che comunque credo sia da attribuire al fatto che Malice - La guerra degli Dèi è solo il primo libro di una Saga, cosa che mi fa davvero ben sperare per quel che riguarda i volumi successivi, soprattutto grazie al colpo di scena finale.

Sicuramente molto ben dettagliati sono, poi, i personaggi, tutti approfonditi in una maniera esemplare: il lettore conoscerà Corban in giovane età, addirittura prima ancora che raggiunga quella per cominciare l'addestramento per divenire un cavaliere, imparerà a distinguerne i tratti particolare del carattere, come l'orgoglio che lo contraddistingue, la forza d'animo e, soprattutto, l'attaccamento e il grande affetto che nutre per la famiglia; accanto a Corban troveremo sua sorella, Cywen, un personaggio che io ho apprezzato particolarmente, una ragazzina per nulla fragile in grado di combattere con il coraggio di un leone. Poi entrerà in scena Veradis, uno spadaccino davvero molto abile che il lettore imparerà a conoscere attraverso i suoi dubbi, le debolezze che crede di avere, l'umiltà e lo spirito di sacrificio; ancora, percorreremo la strada insieme ad Evnis, un uomo che mostrerà il suo vero animo, un personaggio che non ho potuto non apprezzare seppur inizialmente, in quasi ogni circostanza, abbia dimostrato di possedere principi ed una morale non propriamente nobili. Di Kastell, invece, conosceremo fin da subito la sua voglia di fuggire da una famiglia opprimente, quanto meno per lui, e lo spirito di sacrificio che l'ha portato, tra le altre cose, a far parte dei Gadrai, guerrieri posti a difesa del Regno contro la distruzione dei giganti; infine, prenderà vita anche il personaggio di Camlin, un brigante che conserva ancora briciole d'umanità. Saranno poi anche tanti altri i visi che si incontreranno durante la lettura e la particolarità che li contraddistingue sta nel fatto che ognuno di loro sarà la voce narrante della proprie vicende: ogni capitolo infatti vede protagonista un personaggio diverso, sempre in alternanza tra loro, e francamente a me questo aspetto è piaciuto molto dapprima perché in questo modo conoscere ognuno di loro nel profondo sarà più facile, ma soprattutto perché essi ricoprono zone diverse del Regno di Ardan ed in questo modo l'autore ha dato la possibilità al lettore di cominciare ad esplorare tutti quei luoghi che altrimenti non avrebbe neanche conosciuto. 

Le tematiche trattate sono molteplici, ma una in particolare sta alla base dell'intera storia, cioè l'infinita battaglia tra Bene e Male: le creature attraverso le quali John Gwynne ha voluto rappresentare il Male le ho trovate molto originali, così come ho trovato davvero molto interessante la contrapposizione tra i due Dèi, Asroth da una parte ed Elyon dall'altra. Certo, la tematica è particolarmente ricorrente nel mondo del Fantasy, ma devo dire che qui l'autore l'ha resa diversamente e particolarmente intrigante. Vengono poi presi in considerazione anche quelli che sono i veri Sentimenti, come l'Affetto verso un familiare e verso un amico e l'Amore, anche qui immancabile, e sotto questo punto di vista ho ritrovate qualcosa che si discosta dall'epic fantasy a cui sono abituata: l'autore inserisce all'interno del libro anche caratteristiche tipiche degli Young Adult, quell'innamoramento dolce e sensibile che in realtà non ritroviamo in altri autori che hanno voluto approcciarsi al fantasy (vedi David Gemmell, ad esempio). Sicuramente in questo modo John Gwynne ha reso molto più fruibile la sua opera, incuriosendo ed invogliando anche lettori di un altro tipo, e onestamente la cosa non mi è dispiaciuta affatto, mi ha lasciata sorpresa, ma non nel senso negativo che credevo.

Passiamo poi a parlare delle descrizioni, parti integranti di questo primo capitolo: sono sicuramente molto particolareggiate, sia dal punto di vista paesaggistico sia da quello caratteriale e fisico, con una piccola nota stonata: l'autore infatti tende a ripetersi molto in questo frangente e se da una parte questo aspetto può risultare utile, dall'altra può arrivare quasi ad esasperare. Detto questo, però, certamente non può essere negata la grande forza evocativa delle stesse, non sarà per nulla difficile per il lettore immaginare perfettamente ogni singolo dettaglio del Regno di Ardan, aspetto assolutamente da lodare. Per quanto riguarda lo stile, invece, al di là delle ripetizioni e del ritmo non proprio incalzante, risulta essere molto semplice e particolarmente suggestivo, due elementi che in libri dotati di una mole simile sono assolutamente necessari.

Sebbene questo primo volume non mi abbia entusiasmata particolarmente, John Gwynne è stato molto abile ad incuriosirmi quel tanto che basta a farmi desiderare di scoprirne di più, di tornare nella Terre dell'Esilio e di scoprire il destino riservato ad ogni singolo personaggio.

2 commenti:

  1. Anche io ne sono rimasto affascinato dalla copertina, e ora leggendo la recensione lo trovo abbastanza coinvolgente. Ovviamente delle pecche ci sono ma credo fortemente che sia stato far conoscere dei dettagli che nei prossimi libri, si e gia a conoscenza. Ma tutto sommate sembra un buon libro.

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    1. Sì, non è male, soprattutto la storia, ed è proprio per questo che ho intenzione di continuare la Saga! :)

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