mercoledì 20 aprile 2016

Un tè con...Sharon M. Draper



Buona giornata cari Colorlettori ,
oggi vi racconto del mio incontro e intervista con l'autrice di Melody : Sharon M. Draper.




Ho avuto la fortuna di poter visitare il Bologna Children's Book Fair e vi giuro che mi sono letteralmente ubriacata di immagini, libri, cartelloni e gadget per bambini e ragazzi.
La Feltrinelli, per tale manifestazione, ha organizzato una serie di incontri ed interviste con questa autrice di cui ho letteralmente divorato il libro "Melody" di cui qua potete trovare la recensione.
Io, che sono la più schiva del trio, mi son trovata in prima linea ad intervistare una scrittrice che in America, e non solo, è famosissima ed attiva per migliorare le condizioni di portatori di handicap.
Quindi dopo una mattinata a correre per gli stand, ammirare illustrazioni ed illustratori, guardare libri, bramare libri, conoscere di persona le addette delle case editrici che sono sempre carinissime con noi, un pranzo piacevole ed un'afa pazzesca sono arrivata presso la sala stampa decisamente agitata, emozionata ed un po' sconvolta invidiando chi riesce sempre a presentarsi al meglio in ogni occasione.
Io che scrivo per un piccolo blog, che rifuggo l'attenzione e che a volte sono simpatica come un sasso in una scarpa, mi ritrovo ad un tavolino faccia a faccia con questa signora dal sorriso meraviglioso che mi stringe la mano con calore.
Oltre a lei c'è l'interprete ,con un bel sorriso anche lei, che mi mette subito a mio agio  porgendomi una bottiglietta di acqua fresca ( da qui ho avuto la conferma che dovevo sembrare decisamente sconvolta) e Manuela l'addetta stampa della Feltrinelli .
Dopo aver chiacchierato un po' con Sharon - sì la posso chiamare Sharon ^^-, e averle fatto presente quanto mi abbia emozionato il suo libro, accendo il mio piccolo registratore  - non senza qualche scongiuro che la tecnologia non mi abbandoni- e comincio con le domande.

Eva - Il suo libro mi è piaciuto molto ed è la prima volta che lo trovo scritto da chi ha una problematica ed è un punto di vista che mancava

Sharon- Certo è proprio questo che intendevo fare.Volevo che la gente, che i lettori , che tutti quelli che leggono e leggeranno il libro si sentissero come Melody attraverso il suo racconto in prima persona, dei suoi sentimenti delle sue sensazioni.

Eva- Quanto è stato difficile scriverlo come Melody?

Sharon- Un volta che ho iniziato non è stato difficile per niente. E' come se avessi rivestito i panni di Melody, è come se avessi scritto seduta su quella carrozzina. Ho fatto un po' la pratica stando seduta sulla sedia a rotelle cercando di muovermi in giro rendendomi conto della difficoltà, tutto quello che fai lo puoi fare soltanto se sei aiutato da qualcun'altro e quindi sei totalmente dipendente. 
Oltre a tutto ciò nessuno riusciva a capire quello che lei voleva ,quello che pensava incapace di parlare. Nessuno poteva immaginare che fosse un essere senziente in grado di pensare e quindi da lì un senso di frustrazione profondissimo.

Eva- A me è passato un messaggio bellissimo : tutti abbiamo bisogno di opportunità! E' questo il messaggio che sperava fosse compreso da più persone?

Sharon- Diciamo che il bello è che ogni lettore, chiunque legge la storia , riceve un messaggio diverso a seconda della propria interpretazione. A volte mi arrivano delle lettere da parte di bambini che mi dicono che dopo aver letto questo libro diventano più gentili, oppure che questo libro li ha resi più comprensivi oppure che grazie a questo libri vedono il mondo con occhi diversi. Diciamo quindi che il messaggio del libro viene dal lettore e non da me. Io non ho messo in bocca a Melody nessuno di questi messaggi - e lo dice con una risata di getto -

Eva- In Italia il sistema scolastico ormai è diventato molto carente soprattutto per bimbi con difficoltà di apprendimento o che faticano a relazionarsi con gli altri. In America da quanto ho capito ci sono problematiche simili... è vero?

Sharon -Per ogni bambino con disabilità ci sono sempre difficoltà scolastiche. 
I genitori sono i principali paladini che possono parlare e lottare per i diritti dei propri figli. 
In America le leggi ci sono , esistono. Però ci sono anche diverse realtà che forse potrebbero anche essere scollate dalla legislazione. 
Quindi sta ai genitori lottare per far rispettare tali leggi, la loro messa in pratica ed attuazione affinchè i diritti dei bambini siano pienamente rispettati.
Negli Stati Uniti c'è un sistema abbastanza equo per l'istruzione e l'educazione fornita ai ragazzi e bambini con disabilità ma...c'è un ma!
E' sempre difficile prendersi cura di ogni singolo ragazzo in maniera personalizzata sulla base dei suoi bisogni individuali. Spesso accade che questi ragazzi non ricevano l'istruzione adeguata perchè è difficile adattarsi alle esigenze di ognuno. 
Quindi ,indipendentemente dal Paese, sta sempre ai genitori lottare per i figli. Per esempio in Cina non sono previsti aiuti o grandi interventi di assistenza per bambini con problematiche ed è sempre la mamma l'unica ad occuparsi di loro, lei è l'unica che può farlo e purtroppo lo fa da sola.

Eva- I genitori devono difendere i bambini ma la società spesso non ci aiuta affatto.

Sharon- E' vero. Ma ci deve essere qualcuno che parli a nome dei bambini e ci sono molte strade da seguire per perseguire a questo scopo. Il mio modo migliore è di farlo attraverso i libri , scrivendo, ed anche parlando con le persone visto che sono una chiacchierona e non ho mi spavento di parlare di queste cose. Oltre alla bocca grande ho anche il cuore grande.

Eva- Lei è anni che si batte per far conoscere altre realtà ai ragazzi , per fargli aprire un po' gli occhi vero?

Sharon -Sì è vero. Sai perchè? Perchè io ero un'insegnate e credo nell'infanzia, credo nei bambini, credo che sia doveroso dar loro una voce oltre ad un istruzione e non ho paura di dire quello che penso! Così facendo spero che nel prossimo libro io possa rappresentare al meglio i bambini e possa essere tradotto in italiano.
La prossima volta che vengo in Italia spero di avere la possibilità di andare nelle scuole ,dopo che gli insegnanti hanno letto loro Melody ,e poter dialogare con i bambini per poter capire cosa ne pensano.

Eva- Io ho fatto il tifo per Melody, una ragazza intelligente e l'ambiente famigliare creato attorno al suo personaggio è bellissimo. Di solito si tende a pensare alle difficoltà dei genitori prima che a coloro che sono affetti da disabilità....

Sharon -Questo libro da proprio voce ai bambini, Melody è la portavoce dei bambini affetti da disabilità indipendentemente dal tipo di disabilità di cui soffrono.

Eva- Questo mi sembra sia l'unico suo libro tradotto in italiano e le chiedo se ne sono previsti altre traduzioni ?

Sharon- Si lo spero vivamente anch'io visto la bellissima collaborazione con la casa editrice Feltrinelli ma per ora nessuna notizia certa.  

Eva- Ci sono altri libri in progetto?

Sharon - Sì! Attualmente sto scrivendo due libri in contemporanea. Il primo parla di un ragazzo , ambientato nel 1963, e l'altro di una ragazzina vittima di abuso. Non so quale finirò per primo... i miei doveri editoriali ,per contratto, mi imporrebbero di finire prima la storia del ragazzo ma il mio cuore tende verso la storia della ragazza.

Eva - Le è sempre piaciuto scrivere? E' diventato un modo per mettere su carta i suoi sentimenti?

Sharon - Io non sapevo che sarei diventata una scrittrice. Da piccola adoravo leggere ed ho letto centinaia e centinaia di libri. Avevo un sacco di parole nella mia testa. Da grande sono diventata insegnante, continuato ad essere lettrice e poi anche scrittrice. Ho fatto l'insegnante per molti anni prima di diventare scrittrice, ed ora per me scrivere è un modo per esprimermi,per parlare agli altri e visto che non insegno più ad una classe ecco il mio modo di continuare a fare il mio lavoro di docente. E' un po' un cerchio che si chiude.

Eva- Ha un posto preferito dove scrive?

Sharon- A casa ho una stanza con una scrivania, un computer, una stampante, il fax,una libreria enorme stracolma di libri ed una bella finestra che mi permette di vedere fuori. Da lì posso godermi il sole, la neve, l'autunno e le foglie che cadono permettendomi un contatto con la natura che adoro... Questo è il posto che mi rende felice" il mio angolo felice".

Eva- Se dovesse dare consigli a chi vuole diventare scrittore?

Sharon- Chi ha una storia che preme nel cuore che vuole essere scritta allora deve scriverla! Prima che le parole siano scritte sono ancora idee ma prima che svaniscano bisogna scriverle! 


A conclusione di questa intervista, che mi ha permesso di conoscere questa donna formidabile, non potevo non farmi fare un autografo e guardate cosa mi ha scritto! 



2 commenti:

  1. Sono veramente contento di aver letto questo spedito incontro con l'autrice, ed un pò ti invidio l'autografo. trovo questa autrice veramente con un gran cuore. il libro è stato bellissimo, spero di leggerne altri di suoi. complimenti eva hai fatto veramente una bellissima esperienza.

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    1. Salvatore ti dirò che è stato emozionante. Lei è una persona splendida e molto disponibile e sono stata veramente fortunata ad incontrarla. -Eva-

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