martedì 10 maggio 2016

Recensione [Anteprima]: Il cappotto della macellaia di Lilia Carlota Lorenzo


Prezzo: € 18,00
E-book: € 4,99
Pagine: 240
Editore: Mondadori
Genere: Giallo

Palo Santo - Primi anni 40.  La cittadina di Palo Santo è tranquilla, ha pochi abitanti e non vi è né una chiesa né una farmacia. Tutto ruota intorno alla merceria, la macelleria, la scuola, la sarta e il centralino telefonico. Negli ultimi mesi in paese si stan preparando tutti per il matrimonio che si terrà a fine settembre e a cui sono invitati alcuni paesani, tranne i poveri. Ma tra l'agitazione generale sta succedendo qualcosa di strano e il figlio della sarta sembra nascondere un segreto che lo rende nervoso, la merciaia la signorina Solimana si comporta in maniera bizzarra con gli uomini del paese e la figlia del macellaio continua a ingrassare, costringendo la sarta a disfare cento volte il suo cappotto...

Quando mi è stato proposto questo libro ero un po' scettica, anche se molto curiosa perché me ne era stato parlato bene e nel web si trovano pareri positivi. 
Non leggo spesso gialli, perché temo sempre di restar delusa, che siano troppo banali o per nulla avvincenti e mentre procedevo con la lettura mi domandavo se per caso non si fossero sbagliati a catalogarlo, ma piano piano tutto diventava più chiaro e alla fine ero senza parole!
La storia all'inizio sembra un po' confusa, ma il modo in cui viene narrata stuzzica la curiosità del lettore e lo stimola a procedere. I capitoli sono brevi e più di una volta vi domanderete dove voglia andare a parare l'autrice, ma nello steso tempo finirete per seguire ogni singola narrazione, comprendendo che sono tutti pezzi di un solo unico grande puzzle, alcuni forse poco significativi, ma molti costituiscono il cuore della storia.
L'autrice ha deciso di raccontare la storia attraverso alcuni abitanti di Palo Santo, presentandoli al lettore capitolo dopo capitolo, mostrandoli senza fronzoli, in maniera nuda e cruda con tanto di parolacce e di ognuno mettendo in risalto le loro debolezze, i difetti e mostrando paure e sofferenze. Ogni personaggio è ben descritto e ben delineato, la scelta dell'autrice di dedicare un capitolo a ciascun protagonista fa si che ognuno di loro sia ben caratterizzato e approfondito, facendoli diventare tutti più reali e vivi. In alcuni casi i difetti fisici e caratteriali sono eccessivamente accentuati, ma ciò li rende ancora più umani agli occhi del lettore, che sempre più incuriosito si ritrova a non volersi staccare un attimo dal libro.
La sarta del paese è una donna triste, insoddisfatta e con il sangue italiano che le ribolle nelle vene, purtroppo è incapace di guardare oltre il suo naso ed ha talmente bisogno di attenzioni da non rendersi conto di alcune verità riguardanti la sua famiglia. La maestra, la signora Andreani, è la moglie del macellaio e insieme alla figlia sono i due personaggi più odiosi, lei soprattutto ha fatto uscire il mio lato peggiore... La merciaia, donna Solimana, è la vera protagonista del libro, colei che insieme al figlio della sarta porta dentro di se un segreto ed ogni sua azione sarà dettata proprio da ciò che nasconde. 
Andado avanti sono tante le domande che affiorano, per esempio perchè il figlio della sarta ha così paura della Signora Solimana? Qual è questa orribile scena a cui ha assistito e che lo porta ad avere incubi notturni? Perchè Solimana addesca tutti gli uomini del paese? La centralinista che sta sempre chiusa in casa ad ascoltare i fatti degli altri al telefono o il vecchio impiccione Tikos ne sanno forse di più? E ad ogni domanda sale il bisogno di andare avanti, di non mollare la lettura e di seguire gli avvenimenti senza distrazioni.
Carlota Lorenzo prende il lettore per mano, lo conduce a Palo Santo tra i suoi 207 abitanti e gli mostra la vita reale e semplice di un paesino dove spesso ci si nutre di pettegolezzi, dove non accade mai nulla di eclatante e tutti si emozionano per un matrimonio.
I personaggi creati dalla penna dell'autrice sono variopinti, alcuni immigrati altri natii del luogo, ma tutti desiderosi di cedere alla passione e magari trovare l'amore, tutti in qualche modo tristi e insoddisfatti... E poi c'è il cappotto della macellaia, che lo commissiona alla sarta per la figlia, una ragazza diciottenne che si abbandona alla gola senza ritegno e che per questo non riuscirà mai a mettere quel benedetto cappotto sfatto e disfatto più volte della tela di Penelope! E sarà proprio il cappotto che alla fine fornirà una buona scusa ad uno dei cittadini per mettere in atto il suo piano. 
Il cappotto della macellaia è uno di quei libri che sembra un tappeto in cui i fili si intrecciano per creare disegni mozzafiato, qui sono le storie degli abitanti di Palo Santo a intrecciarsi, dando al lettore una visione reale e viva del paese e di chi lo abita, facendolo sentire parte integrante della storia, osservatore silente di fatti sconvolgenti, che si incastrano e che sono necessari per arrivare al fine ultimo di chi sconvolgerà la quiete irreale e un po' fasulla del paesino.
Il ritmo serrato, il linguaggio crudo, reale e mai altisonante rendono la lettura veloce ed appassionante, facendo dimenticare al lettore tutti gli impegni e imprigionandolo per qualche ora tra le strade di Palo Santo e facendolo girare per gli 8 isolati che lo costituiscono.
Un libro che consiglio un po' a tutti, perché pur appartenendo al genere Noir ha mille sfumature e può appassionare e coinvolgere anche chi di solito a questo genere non si avvicina facilmente









1 commento:

  1. Sai non mi stuzzica molto, anche se la curiosità c'è.

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