giovedì 30 giugno 2016

Recensione : Io sono il Nordest Voci di scrittrici per raccontare un territorio a cura di Francesca Visentin


Prezzo: € 15,00
Pagine: 240
Editore: Apogeo Editore
Genere: Narrativa

Amore, violenza, lavoro, famiglia, relazioni, potere, vendetta.

“Donne in prima linea, sempre. Nel lavoro, in famiglia, nel sociale. Ma troppo spesso non visibili, quasi mai protagoniste.
Talento, impegno, dolore, amore, resistenza nonostante prevaricazioni e discriminazioni. La forza inesauribile, la positività e la voglia di futuro, le piccole e grandi battaglie vinte ogni giorno, sono una ricchezza femminile unica, che emerge in questo libro attraverso i racconti delle scrittrici del Nordest, mettendo insieme per la prima volta le più interessanti voci narrative di Veneto, Trentino, Friuli Venezia Giulia.
Il titolo “Io sono il Nordest” vuole rendere protagonista ognuna delle autrici, ma anche tutte le donne del Nordest, la loro forza e quello sguardo speciale che hanno sulla vita. In quest’antologia incrocerete ritratti indimenticabili. Che commuovono, infiammano, divertono. Restano indelebili. La linea sottile che caratterizza la scelta delle autrici ha a che fare con il loro talento. Ma non solo. Abbiamo voluto scrittrici (chi più conosciuta, chi meno, chi esordiente) con una storia di vita intensa, significativa. Donne che nella vita hanno affrontato prove molto dure. Ma non hanno mai perso il sorriso.
Nella loro scrittura c’è profondità. Un’umanità intensa, un’energia unica. Sono persone bellissime, ancora prima che scrittrici. Sanno raccontare, suscitano emozioni. Ogni racconto di questa antologia è la fotografia di una realtà, spesso brutale o difficile. Mette a nudo una situazione, squarcia veli di ipocrisia. Non manca l’ironia. Alcune autrici hanno scelto l’arma del sorriso per colpire e fare riflettere. Il messaggio corale è l’energia, la potenza di sentimenti, passione, volontà, che tutto può.
Le rivoluzioni, la rinascita, iniziano anche dalla scintilla di un semplice “no”, che innesca la svolta.
Non si deve sempre morire per essere ascoltate.”
Francesca Visentin
Giornalista del Corriere del Veneto
Redazione regionale del Corriere della Sera


Questa antologia di scrittrici sostiene il Centro Veneto Progetti Donna Onlus, che aiuta donne italiane e straniere in difficoltà vittime di violenza e maltrattamenti www.centrodonnapadova.it


Partiamo da quando e come ho conosciuto questo libro. 
Ne ho sentito parlare alla manifestazione Rovigo Racconta ed ho assistito alla sua presentazione tramite un bellissimo incontro con Francesca Visentin ,che ne ha curato l'edizione ed Irene Cao ,una delle autrici del libro.
Ne sono rimasta folgorata e mi sono attivata per averne una copia.
18 scrittrici ed un unico argomento : le storie di donne forti, fragili, vittime ed eroine, madri,mogli, amanti, sorelle, figlie ed amiche.
Donne come tante ma con la propria storia, con le proprie difficoltà e con i propri momenti di riscatto.
In un progetto così ampio è ammirevole l'impegno di tante autrici note e non. Ogni racconto è un tassello di un quadro ampio della società moderna, ogni racconto è uno spaccato di vita in cui potremmo riconoscere noi o qualcuno di vicino a noi.
Ci sono racconti dolorosi come Tempi di Erode di Antonia Arslan che ci racconta delle donne armene, della loro forza e del loro coraggio nel sacrificarsi per i figli, considerate le più deboli ma invece "si piegano ma non si spezzano"!.
In Vorrei che tu morissi di Mary B. Tolusso la tragedia è dietro l'angolo, sottovalutata dal'errata convinzione che nessuno potrebbe commettere atti atroci in nome dell'amore. Amore malato!
In Julia non è qui di Antonella Sbuelz troviamo i sogni della protagonista infranti dagli abusi, dalle violenze e dalla vita di strada a cui è costretta.
L'essere lasciata nel momento di crisi finanziaria e con gravi problemi di salute ti destabilizza e ti fa capire che l'amore era per i tuoi soldi e che devi contare solo su te stessa! Questo è ciò che impara dolorosamente Pilar nel racconto Il fermaglio di Tessa di Maria Pia Morelli.
Una donna segnata dalla perdita in nome dell'amore per l'uomo che "non voleva problemi". Una donna che si è annullata descritta da Gabriella Imperatori in  Clochard dagli occhi di ghiaccio.
Poi possiamo sentirci orgogliose delle conquiste raggiunte dalle Zigherane! Ovvero le operaie della Manifattura Tabacchi che, autotassandosi per anni, si costruirono un ponte sul torrente per andare al lavoro . Che ottennero il primo asilo nido all'interna dell'azienda e che fondarono una loro banca di mutuo soccorso.Tutto questo lo potete leggere grazie a Isabella Bossi Fedrigotti in Un monumento per le Zigherane.
Un racconto di famiglia, tre generazioni di donne forti che sono lasciate spesso a se stesse dai propri uomini. Irene Cao le descrive in Noi Tre.
Ci si imbatte anche in racconti che fanno sorridere anche se non dovrebbero. In Goodmorning Nordest di Barbara Codogno  dove la protagonista inaspettatamente coglie l'occasione di sfogarsi per le ingiustizie subite mentre ne Il mondo è pieno di Stronze di Federica Sgaggio l'amante riesce a far capire alla moglie che la stronza è lei e che il suo sentirsi superiore è veramente inappropriato!
Un racconto totalmente diverso dagli altri è Un colpo di Clava di Anna Laura Folena. La protagonista rimane scioccata dal comportamento maschilista e dalle assurde avance ricevute lamentandosi che gli umani maschi sono sessisti e la maggior parte delle donne sono colpevoli perchè li lasciano fare senza ribellarsi. Da qui si evince come sia improntata la civiltà "terrestre" nei confronti del sesso femminile. Un racconto ironico e con un finale direi quasi esilarante se non fosse troppo verosimile.
Donne votate alla carriera anche se con storie diametralmente opposte le troviamo in Save the date di Michaela K.Bellisario e in Betty la Bella di Francesca Visentin. Nel primo lo sforzo di una mamma/moglie/manager di fare tutto al meglio per dimostrare di essere invincibile ed all'altezza. 
Nel secondo una protagonista che non si è piegata a meschini ricatti sessuali è considerata di serie b perché donna nonostante la bravura e preparazione, .
Non posso nominare poi le storie di donne sottovalutate e bistrattate dai propri mariti che ritroviamo in Pranzo di anniversario di Francesca Diano, Senza lacrime cattive di Annalisa Bruni e Io mi salverò di Micaela Scapin.
Oppure le constatazioni di cosa si aspetta la società da una donna lavoratrice e madre e di come sia difficile sentirsi fuori dagli standard imposti come le protagoniste di La crisi di Serenella Antoniazzi e Stato di grazia di Irene Vella. 
Per finire , anche se non è la storia che chiude la raccolta, con il racconto di Elena Girardin - Due Donne. Qua la protagonista accetta passivamente gli eventi mantenendo una propria dignità ed una dolcezza estrema come le donne "di una volta" abituate ad ubbidire come se non ne sentissero il peso.
Racconti che toccano il cuore, che danno voce a chi non ne ha, che mostrano la possibilità di riscatto o che dimostrano verità peggiori della fantasia.
Una raccolta perfettamente aderente al tema trattato dove tutte le autrici dimostrano una bravura stilistica di tutto rispetto.
Le ho elencate tutte rendendo questa recensione piuttosto lunga per dar risalto ad ogni aspetto e situazione del mondo delle donne che hanno saputo descrivere. 
Un libro che ogni donna ed uomo dovrebbe leggere!
Qui potrete trovare informazioni in merito al libro http://www.iosonoilnordest.it/





 

2 commenti:

  1. Un libro molto forte che racchiude la verità di oggi. Le donne sono il futuro ma non tutti ne sono consapevoli.

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    1. Salvatore purtroppo nella società "moderna" le donne sono ancora trattate diversamente. E' inutile girarci intorno non c'è la parità dei sessi e si tende sempre a sminuire l'operato femminile. Io spero solo che si arrivi ad un equilibrio, senza dover ricorrere a leggi/quote rosa ed altro ancora, solo usando il rispetto ed il buon senso. Io ci spero e cerco di allevare mio figlio rendendolo consapevole che tutti vanno rispettati indipendentemente da sesso, cultura o provenienza. La loro educazione è nelle nostre mani. -Eva-

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