giovedì 25 agosto 2016

Recensione: Il medico di corte di Per Olov Enquist


Prezzo: € 17,50
Ebook: € 9,49
Pagine: 448
Genere: Romanzo storico
Editore: Iperborea
Data di pubblicazione: Novembre 2001 (Prima edizione)

Con il sogno e la promessa di poter finalmente il proprio pensiero rivoluzionario alla realtà, che Johann Friedrich Struensee, giovane medico tedesco, impregnato di idee illuministe, viene convinto ad accettare l’incarico di medico personale, e poi Primo Ministro, del re di Danimarca Cristiano VII, quel re diciottenne intelligente e sensibile, che una mostruosa educazione conduce volutamente sull’orlo della follia, perché si perpetui il vuoto di potere di cui la Corte ha bisogno per mantenere il proprio. È il 1768: per quattro anni la Danimarca conosce una rivoluzione che anticipa, senza sangue le conquiste della Rivoluzione francese. Dalla libertà di pensiero, di stampa, di culto, alle più avanzate riforme sociali, in seicentotrentadue decreti Struensee, intellettuale ignaro degli intrighi di palazzo, firma la propria rovina. Ma è innamorandosi della regina che sancisce la propria condanna. Quella Caroline Mathilde, giunta smarrita quindicenne dalla corte inglese a Copenaghen come sposa del re, che diventa in poco tempo, con la scoperta dell'amore e della passione, una donna libera, conscia del proprio potere e capace di usarlo con lucidità. I giochi della politica, il dilemma dell’intellettuale davanti all’azione, la forza liberatoria dell’eros: gli ingranaggi della storia riportano sempre in scena lo stesso dramma, ma nella danza della morte in cui sono trascinati i personaggi quello che resta è l’ostinato sopravvivere delle idee che non si lasciano decapitare.

Dando una rapida occhiata alla mia libreria ci si rende conto che, effettivamente, al di là del romance, è un altro il genere che viene poco rappresentato: è sempre stato difficile, per me, trovare un bel romanzo storico in grado di catturarmi completamente, di farmi immergere nella vicenda e di non farmi pesare l'importanza che riveste. Escludendo alcuni autori come Manfredi e Follett, non mi sono mai voluta approcciare veramente a questa tipologia di romanzi soprattutto per il timore di rimanerne delusa e di ritrovarmi bloccata su una lettura che molto probabilmente non porterei mai a termine, e questo fino a qualche tempo fa. Quando l'occhio mi è caduto su Il medico di corte, però, ho sentito fin da subito un'attrazione nei suoi confronti e così mi sono ritrovata a leggere un romanzo storico eccellente che ha saputo arricchirmi sotto molti punti di vista e che mi ha permesso di conoscere un autore come Per Olov Enquist, un narratore impeccabile ed un intrattenitore perfetto.

Danimarca, seconda metà dell'anno 1700. Il discendente al trono, Cristiano VII, è poco più che un ragazzo e non immagina minimamente che, presto o tardi, a capo dello Stato danese ci sarà proprio lui: reduce da un'educazione particolarmente proibitiva, folle e aberrante, Cristiano cresce sotto l'ala del suo precettore che gli insegna ad affrontare la vita come se fosse una pièce teatrale fatta di battute da rispettare, di costumi da indossare, di maschere sotto cui rifugiare i propri sentimenti e di punizioni severe pronte ad essergli impartite al minimo errore. Con il passare del tempo, le condizioni di salute, fisica e mentale, dell'ormai nuovo Re di Danimarca, obbligato a prendere moglie così come le convenzioni vogliono, sono destinate a peggiorare: l'intervento di un medico particolarmente conosciuto per le sue doti, Johann Friedrich Struensee, risulterà essere essenziale, salvifico da una parte e distruttivo dall'altro. Portatore delle idee illuministe, infatti, Struensee porterà la Danimarca sull'orlo della rivoluzione, ma sarà la sua relazione con la Regina, Caroline Mathilde, a sancire definitivamente la sua condanna. Ignaro dei giochi di potere e degli intrighi di corte, Struensee lascerà un'impronta importante a Corte: le sue idee fermenteranno e conquisteranno il popolo, la sua discendenza continuerà a portare il suo sangue in tutta l'Europa ed il suo tempo non smetterà mai di aleggiare sul mondo intero.

Catturare l'attenzione con un romanzo storico, soprattutto se non si è avvezzi al genere, è particolarmente difficile, ma Per Olov Enquist si dimostra in grado, fin da subito, di riuscire pienamente nell'impresa trasportando il lettore all'interno di un periodo innovativo, particolarmente importante e allo stesso modo imprevedibile: gli anni che precedono la Rivoluzione, infatti, risultano essere i più intensi dal punto di vista emozionale ed i più pericolosi per l'incolumità di coloro che, forti delle loro idee, vogliono portare alla ribalta il cambiamento, vogliono rivoluzionare il pensiero dei sudditi, rendendoli consci di quanto potrebbero guadagnare e di quale vita potrebbero condurre se solo fossero più coraggiosi ed intraprendenti.

Ed è così che le tematiche che questo libro affronta rivestono una grande importanza. Considerate forse scontate ai giorni nostri, anche se visti i recenti sviluppi non lo griderei troppo, le idee dell'Illuminismo mostrano la loro forza, la loro innovazione e la paura che generano in coloro che, in queste libertà, vedono solo una minaccia ai propri poteri. Libertà di pensiero, di stampa, di culto e riforme sociali vengono affrontate in modo impeccabile dall'autore che attraverso la vita della Corte di Re Cristiano VII riesce ad illustrare al suo pubblico l'impatto che un mondo nuovo e rivoluzionario, con la speranza ed il terrore che si porta dietro, può avere su una mentalità chiusa e desiderosa di potere. Accanto a questo, però, assistiamo anche ad un altro importante cambiamento, quello che solo un sentimento forte ed intenso come l'Amore può generare: la passione e l'affetto che lega il medico e la Regina, fatti di vibrazioni e sguardi sfuggenti, diverranno presto i protagonisti della storia, le fonti da cui tutto è nato, o per meglio dire, cresciuto, e attraverso di essa il lettore potrà conoscere più a fondo le due personalità che se ne rendono protagoniste, meravigliandosi di fronte a determinati comportamenti, sorridendo di fronte ad altri ed indignandosi per altri ancora. Contrapposto a questo, poi, è un'altra l'emozione che il lettore, volente e nolente, non potrà fare a meno di provare: la compassione che nasce fin dalle prime pagine nei confronti di Re Cristiano VII crescerà con il proseguire della lettura e sarà destinato a trasformarsi in rabbia e commozione nel corso del tempo, per una situazione che non vuole essere cambiata e per i soprusi che una brama di potere ignobile che non risparmia nessuno porta a compiere. Infine, vengono toccati anche temi religiosi, soprattutto nella parte finale del romanzo, e l'autore con grande intelligenza riesce a portare i suoi lettori in riflessioni per nulla scontate o facili da affrontare che rivestono tutt'ora una grande importanza.

Con una caratterizzazione impeccabile, una storia coinvolgente e commovente ed una narrazione a dir poco perfetta, Per Olov Enquist ci porta all'interno di una Danimarca in piena fase di cambiamento, ci porta all'interno delle vite di una Corte e di una cittadinanza desiderosa di innovazione, ma troppo radicata ad un potere aberrante con uno stile melodioso, non sempre incalzante ma comunque scorrevole che conquisterà il lettore ancor prima di raggiungere le prime cinquanta pagine.

3 commenti:

  1. Anche per me e difficile avvicinarmi alla lettura di romanzi storici, ma alcuni mi hanno impressionato molto, questo per esempio mi trasmette molta curiosità, ma sono anche molto titubante.

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  2. Sinceramente non credo che potrebbe piacermi, io e i libri storici siamo agli antipodi! çç

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  3. Adoro i romanzo storici! Se non erro c'è un film che racconta proprio questa storia!^^

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