mercoledì 28 settembre 2016

Recensione [Fumetti]: Outcast, Il Reietto #4 - Una vasta e infinita rovina di Robert Kirkman e Paul Azaceta


Prezzo: € 2,30
Pagine: 48
Genere: Horror
Editore: SaldaPress (http://www.saldapress.com/)
Data di pubblicazione: Settembre 2015
Lettura consigliata esclusivamente ad un pubblico adulto

Dopo aver letto il terzo capitolo della Serie aspettare di riceverne il seguito mi ha resa ancora più impaziente e curiosa e la voglia di continuare a leggere e farmi strada tra esorcismi e il passato oscuro di Kyle e del Reverendo Anderson non ha fatto altro che crescere giorno dopo giorno. Ed ora mi ritrovo a centellinare le poche pagine che mi rimangono da leggere nell'attesa di recuperare anche gli ultimi albi che mi mancano.

Là dove si era concluso il volume precedente, il quarto riprende a narrare la tormentata storia di Kyle Barnes, il ragazzo ormai diventato uomo che fin da bambino ha dovuto fare i conti con il Male. Quello stesso Male, però, l'ha combattuto per anni anche il Reverendo Anderson che adesso, suo malgrado, ne porta, letteralmente parlando, un segno ben visibile ed indelebile. Ed è da qui che tutte le riflessioni dei due prendono il via: dopo la visita a Mildred, l'anziana signora salvata dal religioso tempo addietro, il dubbio che anche altre anime possano trovarsi nella sua stessa condizione torna a tormentarli e la necessità di vedere le conseguenze dei loro esorcismi con i loro occhi diviene sempre più forte. Nel frattempo anche Megan si ritrova a combattere contro se stessa e contro chi nel suo passato si è macchiato di una violenza atroce: Donnie, infatti, è tornato in città. Seppur su due linee differenti, i nostri protagonisti continuano ad avanzare su quell'impervio percorso denominato Vita.


Esattamente come nell'albo precedente, in questo quarto capitolo l'uso sapiente del bianco e nero è stato in grado di rendere alla perfezione stati d'animo e i sentimenti riuscendo a trasmettere al lettore senza alcuna sbavatura l'intensità che ogni tavola si porta dietro, e soprattutto in questo modo si è riusciti a sottolineare un passaggio particolarmente importante e cruciale all'interno della serie nel suo complesso e le tavole finali, più di altre, ne sono la fedele rappresentazione: l'ampiezza del fenomeno che dapprima si considerava circoscritto a poche persone, e più nello specifico verso coloro che in qualche modo erano venute a contatto con Kyle, diviene sempre più chiara e lo sgomento che accompagna questa presa di coscienza non farò altro che nutrire ancora di più, se fosse possibile, quella morbosa curiosità che fin dal primo albo aveva attirato un pubblico incredibilmente vasto al suo capezzale.

Per alcuni versi mi è stato possibile assimilare la costruzione interna di questo volume a quella che avevo apprezzato nel secondo: in entrambi, infatti, viene lasciato molto spazio ad una parte riflessiva che non deve in alcun modo essere tralasciata. Oltre a questo, però, è un altro l'elemento che mi ha fatto apprezzare particolare la storia qui contenuta: con il ritorno in forze di Megan possiamo finalmente conoscere quel piccolo guerriero che staziona dentro di lei, l'incontro con Allison prima e quello con Donnie dopo danno una chiara visione del suo mondo, della sua voglia di rivincita e della sua incredibile voglia di tornare a vivere davvero. 

Ancora una volta, infine ho trovato una cura dei dettagli molto amplificata ed il fatto che gli autori in qualche modo abbiano voluto focalizzare l'attenzione del lettore proprio su quei piccoli scorci mi ha dato ancor più l'idea di una serie davvero ben articolata e congegnata. Se cercavate un'ulteriore conferma, Una vasta e infinita rovina sarà in grado di darvela.

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