giovedì 15 settembre 2016

Recensione: L'isola di Giulio Alberoni


Prezzo: € 10,00
Pagine: 120
Collana: Le stanze Young
Genere: Narrativa
Editore: Edizioni Leima
Data di pubblicazione: 1 Aprile 2014

Primi anni del 1700. Mentre la nobiltà europea è in subbuglio a causa della guerra di successione spagnola, il povero cocchiere napoletano Nicola sogna conquiste di ben altra natura: un paio di scarpe nuove, un cuscino e un letto di paglia. Travolto suo malgrado dalla Storia, gli sarà offerto molto di più: la possibilità di diventare conte di Graffa, una piccola isola a forma di krapfen, improvvisamente emersa davanti alle coste meridionali della Sicilia, tra Sciacca e Pantelleria. Un lembo di terra misterioso e instabile, che un secolo dopo diventerà a sua volta oggetto di una nuova disputa territoriale, e che comunemente è nota come Isola Ferdinandea. Nicola sin da subito è scettico, sa che probabilmente si tratta di una fregatura. In realtà si sta per imbattere nella più grande avventura della sua vita: un viaggio incredibile e divertente in compagnia di un asinello permaloso, e l’incontro con un farfariello di nome Kanunu. La paura del diverso, il timore di non essere all'altezza, la diffidenza del primo incontro lasciano il posto all'amicizia, alla deliziosa scoperta dell’inaspettato, all'emozione del viaggio. Per poi scoprire che la meta è tutta un’altra storia.

Esistono storie che richiedono di essere lette a scatola chiusa., storie che per essere apprezzate veramente devono dire poco di se stesse, storie che hanno la necessità di svelarsi solo nel corso della lettura e fin dal primo momento in cui mi sono ritrovata tra le mani il romanzo di Giulio Alberoni ho avuto la netta sensazione che tutto questo era ciò che richiedeva a gran voce. Così ho cominciato a leggere L'Isola senza alcuna informazione ed ho volutamente evitato la quarta di copertina decisa più che mai a farmi sorprendere su tutti i fronti: l'avventura di cui sono stata protagonista mi ha trascinata a Napoli prima e su un'isola sperduta dopo regalandomi emozioni continue e, soprattutto, lasciandomi una bellissima sensazione addosso, una nota di freschezza ed ironia di cui la mia anima aveva assolutamente bisogno.

Torrenecchia, 1701. Mentre il resto d'Europa ha gli occhi puntati su quella che diverrà presto la Guerra di Secessione spagnola, Nicola d'Alagno, cocchiere e conte di discendenza ma senza titolo, si sta preparando per affrontare una delle avventure più mirabolanti della sua vita: a largo della città siciliana di Sciacca, infatti, una nuova strana isola ha fatto la sua comparsa e pur di rivendicarne il territorio Carlo d'Asburgo, per contrastare Filippo, il viceré spagnolo intenzionato più che mai a fare di Napoli un suo possedimento, chiama a raccolta i suoi seguaci cercandovi un volontario con la voglia di stabilirsi e costruire dal nulla l'Isola Graffa (così denominata a causa della sua forma a ciambella). Tra tutti viene scelto proprio Nicola, colui che in realtà aveva ben altro per la testa; quello che non sa, però, è che l'Isola lo cambierà profondamente, come mai avrebbe immaginato

Fin dalle prime pagine ciò che rende unico il libro si palesa al lettore sorprendendolo sotto ogni punto di vista: l'Ironia che permea tutta la storia diverrà il suo primo punto di forza e sarà capace di infondere al suo pubblico quella voglia e quella curiosità che ogni lettura merita di avere; il personaggio di Nicola, poi, farà il suo ingresso in scena in modo memorabile a rappresentare quello che è un ideale di semplicità che oggigiorno troppo spesso dimentichiamo di dover perseguire, e come protagonista principale della vicenda sarà indimenticabile, il suo dialetto entrerà a far parte della vita del lettore che in quelle poche ore imparerà a vedere il mondo in maniera differente. E non bisogna certo dimenticarsi dell'elemento principe che segna, in qualche modo, l'intero romanzo: l'Avventura è ciò che contraddistingue ancor di più l'intera storia, ciò che la rende avvincente e che finirà per incuriosire il lettore che si ritroverà, volente o nolente, immerso nelle sue pagine deciso più che mai ad arrivare alla fine e scoprirne un epilogo degno di questo nome. Il Viaggio che vedrà protagonista Nicola, inoltre, non si limiterà ad andare alla conquista di un pezzo di mondo, la traversata e la vita dello stesso su quella strana Isola saranno simbolo anche una maturazione interiore, una crescita per nulla scontata che gli permetterà di abbattere ogni pregiudizio e ogni limite, che gli consentirà di andare oltre al linguaggio, oltre alla più blanda comprensione e che gli insegnerà a vivere davvero

Le sensazioni che questa breve e semplice storia mi ha regalato mi hanno sorpresa completamente, mai avrei immaginato di poter ridere così tanto di fronte ad una storia all'apparenza tutt'altro che divertente, mai avrei creduto di affezionarmi in maniera così ancestrale ad un personaggio così tanto fuori dagli schemi, così poco convenzionale e mai, in maniera più assoluta, avrei potuto immaginare che L'Isola mi avrebbe segnata così tanto con la sua inarrestabile ironia in fondo alla quale ha sempre svettato una verità inconfutabile.

Con un romanzo di poche pagine Giulio Alberoni riesce a trascinare con sé il lettore in un'avventura intensa e divertente che farà di Nicola un moderno Robinson Crusoe a cui non ci si potrà non affezionare.

1 commento:

  1. Della copertina magnifica già ne abbiamo parlato su Fb, anche se in ritardo ho letto la recensione e devo dire che non mi aspettavo una storia del genere, molto carina e credo che ti entri nel cuore come hai già detto. Un titolo molto interessante che segno in WL

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