lunedì 28 novembre 2016

Incontro con l'Autore... Sveva Casati Modignani



A fine settembre io (Rory) e Silvia abbiamo avuto l'occasione di incontrare una grande autrice italiana: Sveva Casati Modignani! Di seguito il resoconto di Silvia di quella fantastica giornata :)


E’ un tardo mercoledì pomeriggio di fine settembre, in cui riesco ad organizzare un incontro con Rory, in visita-lampo a Milano. La raggiungo all’Open in Viale Montenero, un moderno centro multifunzione con aree dedicate a libri e musica, postazioni per co-working, eventi e tanto altro.


Mi sento piacevolmente emozionata, non so ancora nulla di questo evento e di chi incontreremo questa volta (mi piace questa modalità “Inviata a Sorpresa”, Rory!). Con Rory e le altre blogger invitate zigzaghiamo lungo gli scaffali dedicati ai libri, poi una rampa di scale ci conduce ad una piccola ma accogliente sala con al centro un tavolo, circondato da una dozzina di sedie che ricordano una rivista di design. Il tavolo è sobriamente decorato con alcune copie del libro “Dieci e Lode”, che mi rivela il nome del personaggio misterioso di oggi: Sveva Casati Modignani. Completano l’ambientazione una graziosa composizione con orchidee bianche, alzatine con dolcetti vari, ed in disparte un servizio da the.


Mentre ci accomodiamo al tavolo, in attesa di Sveva, conosco Cinzia, la simpaticissima referente della casa editrice Sperling & Kupfer, e scambio qualche parola con le mie vicine. Il posto a capotavola viene lasciato libero, e curiosamente la maggior parte di noi, forse dato anche l’ambiente molto raccolto e, come dire, “a tu per tu”, prova un timore quasi reverenziale a sedersi immediatamente nelle vicinanze del posto vuoto.

Due chiacchiere fra noi, c’è chi prepara carta e penna, e si scatta qualche foto artistica per i nostri blog.

Poco dopo, passi e voci dal piano inferiore: forse l’aria diventa elettrica, un misto di emozione e ammirazione, e un pizzico di tensione. La sensazione del tempo che si ferma, il fiato sospeso dell’attesa e gli occhi puntati all’ingresso, un po’ come quando il Preside entrava in classe al liceo.

Non avevo mai visto di persona Sveva, e devo ammettere che ne sono rimasta molto colpita. Una donna molto affascinante e carismatica, dall’aspetto distinto, con un sorriso caldo e gentile, una combinazione tra una stimata professoressa di scuola o di università (una di quelle figure che a distanza di anni rimangono nei nostri bei ricordi per il loro magnetismo, per l’entusiasmo e la passione che trasmettevano alla classe, facendoti immancabilmente adorare le loro lezioni), e una grande esponente del mondo dello spettacolo, che come entra in scena sembra illuminare tutto ciò che la circonda.

L’incontro inizia in modo un po’ particolare: Sveva Casati Modignani ci “interroga”. Chiede di ciascuna di noi, volgendo attentamente lo sguardo su tutte le presenti (indovinate chi era in disordine?), del costante lavoro che sta dietro ai nostri blog, dei nostri gusti letterari.

Poi, alla richiesta di parlarci del suo nuovo libro, inizia a raccontarci di Lorenzo e Fiamma, i due protagonisti di “Dieci e Lode”. Ci descrive le loro famiglie, le loro vicende personali e sentimentali, e penso che più di una di noi se li sia immaginati, come fossero seduti lì a quel tavolo, a presentarsi attraverso le sue parole. Non solo due personaggi; lui un insegnante di buona famiglia, lei una direttrice editoriale con un piccolo grande progetto letterario, reali almeno quanto noi. I loro interessi, i loro sogni, i loro crucci. Sveva ci parla di ciò che li fa incontrare, ed innamorare, intrecciando le loro vite verso un nuovo orizzonte comune (Ndr- per la trama più dettagliata vi rimando alla recensione del libro-). Sveva propone un momento di pausa, così sul tavolo compaiono dei grossi thermos e bustine profumate di the e infusi. I cucchiaini iniziano a tintinnare nelle tazze, in uno scambio di sguardi e sorrisi da una parte all’altra della tavolata.

Insomma, eccomi qui, in un pomeriggio di inizio autunno, a sorseggiare un the con una famosa scrittrice.

Sono molte le domande che vengono poste a Sveva dopo questa sua presentazione, siamo tutte molto incuriosite. Alla domanda sul come si sente, come scrittrice affermata, a scrivere in un Paese in cui si legge poco risponde che, in primo luogo, più che “affermata” le piace pensare di essere una scrittrice amata, e che ciò che le da’ maggiore gioia è il fatto di poter portare persone che non hanno mai letto i suoi libri, o che non abbiano mai letto un libro o quasi, ad avvicinarsi al mondo della lettura.

Dalle sue parole, e dall’incontro in generale, traspare un grande interesse per le vicende di attualità, Sveva ci coinvolge in conversazioni che spaziano dalla letteratura alla geopolitica. E ascoltandola mi rendo conto che sono davvero curiosa di leggere questo romanzo. “Dieci e Lode” parla sì di una storia d’amore, ma l’amore in questo caso - come ci confida la stessa autrice - è stato un pretesto, un trampolino di lancio per poter parlare di grandi temi importanti ed attuali come la scuola e le sue problematiche, la realtà dell’editoria e delle case editrici, l’integrazione sociale in tutte le sue sfumature.




Al di là del piacere di aver scoperto questa persona, quello che mi ha molto affascinato, pensando a questo incontro, è il legame profondo che l’autrice ha con i personaggi che costruisce: conosce bene il loro aspetto esteriore, i loro sogni e i loro desideri più intimi – tanto che a volte, dice, sono loro stessi a suggerirle come proseguire le loro vicende, e se qualcosa non è compatibile con la loro natura glielo fanno notare, in modo che possa modificare determinate scene. Ma non solo. Ha ben chiaro in mente il modo in cui si esprimono, si muovono, i loro tic. Vedo in questo – personale riflessione, dovuta anche alla mia passione per il teatro – un approccio molto simile a quello di alcuni attori che per interpretare i loro personaggi ne indagano a fondo non solo la personalità, ma anche la fisicità, compresa la camminata e i difetti di postura.

L’autrice costruisce strato su strato i suoi lavori, con un minuzioso lavoro di documentazione che include il fare ricerche, parlare con le persone appartenenti alle varie realtà, il tutto per rendere le vicende e i personaggi così vicini, così veri. Ci rivela di avere in mente tutto il romanzo nel momento in cui inizia a scriverlo, anche se poi, come dicevamo prima, in itinere possono emergere nuove situazioni e nuovi sviluppi.

“Dieci e Lode” non uscirà che tra pochi giorni, ma Sveva ci anticipa che è già al lavoro sul suo prossimo progetto, che avrà come tema il complesso mondo dei sindacati. Un altro ambiente al centro dell’attualità, eppure per molti controverso e sconosciuto, che probabilmente anche grazie al lavoro dell’autrice potrà essere maggiormente compreso ed ascoltato.

All’ora in cui sto scrivendo (le due di notte passate) la città è addormentata, ma mi immagino questa scrittrice seduta alla scrivania nel suo studio, avvolta nella semioscurità e nel silenzio, con il solo rumore del ticchettio della sua macchina da scrivere – ebbene sì, avete letto bene, i suoi libri nascono proprio da una macchina da scrivere.








1 commento:

  1. Ciao, conosco di nome l'autrice, ma solo in questi giorni ho letto un suo romanzo, ed è stato proprio "Dieci e lode", che ho recensito proprio ieri sul mio blog. Il romanzo mi è piaciuto molto e, nonostante non abbia mai incontrato l'autrice, devo ammettere che me la sono immaginata così come l'hai descritta tu :-)

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