martedì 4 aprile 2017

[BlogTour] Dominant di Irene Grazzini: Tappa #2 - Intervista



Buongiorno ColorLettori,

iniziamo il nuovo mese dedicandoci ad un libro tutto Made in Italy!

Prezzo: € 14,90
E-book: € 4,99
Pagine: 219
Editore: Fanucci


Trama

Claire ha trascorso i suoi primi sedici anni sotto la Cupola, l'enorme barriera alimentata a energia geotermica che protegge la City dall'esterno, il Mondo di Fuori, una landa inospitale e pericolosa sconvolta dalla più violenta glaciazione di cui si abbia memoria. Claire è una Dominante, appartiene cioè a quella razza eletta cui spetta il merito di aver liberato la città dalla minaccia dei Recessivi. Ora il destino ha deciso di sconvolgerle l'esistenza, presentando alla porta del suo Loculo una ragazza sconosciuta, ferita, che ha bisogno di aiuto. Da quel giorno, la vita di Claire si trasforma in una fuga disperata e rocambolesca dai Vigilanti e dai loro terribili robot, i Mastini, perché quella ragazza misteriosa è una Recessiva, e aiutarla significa commettere il più grave dei reati, quello di alto tradimento. Attraverso un mondo inospitale, reso sterile dal ghiaccio e dall'odio, tra bufere di neve che sferzano enormi città e maestose rovine, Claire scoprirà che il confine tra giusto e sbagliato è più labile di quanto abbia mai creduto.






Ho avuto il piacere di intervistare Irene Grazzini e di seguito trovate l'intervista completa all'autrice!


Parlaci un po' di te... chi è Irene Grazzini?

“...you may say I’m a dreamer
but I’m not the only one...”


Cominciamo con le domande difficili... insomma, non è facile parlare di sé. Molto più facile parlare di altri personaggi... e forse è per questo che mi piace fare la scrittrice.
Comunque, se vogliamo riassumere la mia vita in poche parole, possiamo dire che sono una persona che non riesce a stare senza far niente. Lavoro come medico radiologo, cosa che mi occupa molto tempo, ma ho mille irrinunciabili passioni: equitazione (ho un cavallo di nome Emiltom), musica, gioco di ruolo da tavolo e dal vivo, scherma medievale e rinascimentale... e il brutto vizio di scrivere.
La scrittura è qualcosa che mi ha sempre accompagnato fin dall’infanzia. Già alle scuole elementari leggevo molto, c’era una biblioteca ben fornita nel mio paesino, e provavo a scrivere brevi storie, alcune di genere horror (influenzata dai Piccoli Brividi), altre di quella che ora chiameremmo fan- fiction, inserendomi come personaggio nei miei cartoni animati preferiti (Sailor Moon, i Cavalieri dello Zodiaco, Rayhearth...). Lo facevo per puro divertimento e solo verso i sedici anni accarezzai l’idea di scrivere davvero un romanzo, dopo aver visto al cinema Il Signore degli Anelli – La compagnia dell’Anello. Uscendo dalla sala, mi dissi: “Wow, voglio scrivere anch’io qualcosa del genere!”. Così, insieme ai miei compagni di scuola, cominciai a costruire un’ambientazione fantasy e una storia, che si sarebbe articolata su cinque libri. Da allora in pratica non ho più smesso di scrivere, eccetto per un breve periodo di pausa durante gli anni dell’università. Mi sono cimentata all’inizio nel fantasy, per poi passare allo storico e alla fantascienza e, nell’ultimo periodo, persino al romance, grazie alla collaborazione e all’amicizia nate con l’autrice Anna Grieco. Dunque... chi sono? Se abbracciamo la filosofia di Ghost in the Shell che “siamo quello che facciamo”, direi che sono una ragazza con tante idee in testa, che ha cavalcato draghi, ha combattuto insieme ai guerrieri ittiti, ha esplorato città sotterranee invase da robot e che adesso sta cercando di sopravvivere in un mondo spazzato da una tremenda glaciazione. Perché quando scrivo posso vivere le storie dei miei personaggi, e spero che possano farlo anche i miei lettori.


La storia di Dominant è davvero molto originale, come è nato il tuo libro?


Se ve lo racconto, dovete promettere di crederci... ecco, ero al terzo anno di specializzazione e stavo frequentando neuroradiologia a Siena. Mentre facevo un eco-color- doppler dei vasi sovra-aortici a un paziente, la dottoressa mi spiegava che l’arteria vertebrale sinistra di solito è “dominante” (cioè di calibro maggiore) rispetto alla destra... e la cosa mi fulminò sul posto. E se ci fosse un mondo diviso tra Dominanti e Recessivi? Due fenotipi razziali principali, che rappresenterebbero il futuro dei matrimoni misti del nostro presente?
Da questa idea, il “what if?” di cui parlano gli anglosassoni, ho costruito tutto il romanzo. Prima l’ambientazione, scegliendo un futuro un po’ “al contrario” di quello che ci aspettiamo. Tutta questo ripetere dell’effetto serra, del riscaldamento globale... ho deciso di ribaltare la situazione teorizzando l’arrivo di una glaciazione. Da qui ho immaginato come far reagire gli esseri umani all’ambiente ostile: quale forma di energia avrebbero sfruttato per difendersi dal gelo? Il classico petrolio? Terminato. Il nucleare? Rischioso. Ho quindi inserito il problema attuale delle energie rinnovabili, orientandomi verso la geotermia. Le città sarebbero state delle enormi centrali geotermiche. Infine mi sono dedicata ai personaggi e alla loro storia. Così sono nate Claire ed Eleanor: ero in auto di ritorno da Siena, una sera, e ho visto nella testa una scena in cui erano insieme e che mi ha chiarito il loro carattere e il loro rapporto (per l’esattezza la scena finale del quinto capitolo, per chi ha letto il romanzo). Come risultato, ho perso l’uscita giusta della superstrada e sono arrivata a casa con venti minuti di ritardo, però sapevo cosa volevo scrivere.


Tu sei più Dominante o Recessiva?

Un po’ tutte e due, penso. A parte l’aspetto fisico, mi sento più “recessiva” nel senso che non mi piace far parte della massa. Ho le mie idee, le mie convinzioni, e l’intenzione di esprimerle liberamente, anche se il prezzo è farsi “ghettizzare”. D’altra parte non posso che immedesimarmi con Claire, che si trova sbalzata dalla sua vita, da tutto ciò che conosce, per affrontare un nuovo mondo con entusiasmo e a volte un pizzico di ingenuità. La ragazza tirata su con il solo scopo di studiare per il bene della City ma che cerca il proprio posto nel mondo.


Se tu fossi uno dei protagonisti di Dominant quali sarebbero i 5 oggetti di cui non potresti assolutamente fare a meno?

Stilo termico, occhiali con lente polarizzate, parka, bombe elettromagnetiche, razioni: l’equipaggiamento standard dello zaino di Eleanor. Lei sì che è una che sa come sopravvivere in un mondo ostile!
Se fossi Claire... sicuramente porterei con me un buon libro.


Negli ultimi anni razzismo e bullismo sono all'ordine del giorno, cosa ne pensi di quest'odio e di questa violenza dilaganti? Come si possono sconfiggere?

Con la conoscenza. Vi faccio un esempio pratico: ho sempre pensato che gli spagnoli fossero pigri e scansafatiche. Quando si pensa alla Spagna, ci viene in mente il caldo, la siesta, il mare, grandi feste, cene fino a tardi... poi sono stata a studiare per sei mesi in Canada durante la specializzazione. Lì ho avuto come tutor Almudena Perez, una giovane dottoressa di Malaga che era fellow a Montreal. Posso assicurarvi che non ho mai visto lavorare nessuno quanto lavorava lei, e trovava anche il tempo per badare a noi poveri residents spaesati. E addio al mio stereotipo dello spagnolo pigro!
È questo che voglio dire anche in Dominant: il razzismo è una realtà che ha imperniato il nostro passato e striscia nel nostro presente. Nel romanzo ho creato un “mondo al contrario” in cui i Dominanti dalla pelle più scura considerano inferiori i “chiari”, gli Ariani. Il tutto è esasperato dalla presenza della glaciazione, in quando la storia ci insegna: ambiente ostile, poche risorse = odio, violenza e guerra. I Dominanti odiano i Recessivi perché hanno paura che possano rubare le loro risorse, il loro calore, i loro agi. Anche Claire all’inizio li odia, non può essere altrimenti. E i Recessivi odiano i Dominanti che li hanno perseguitati. Solo la conoscenza reciproca può permettere di superare queste barriere e di raggiungere il rispetto, nonché la vera uguaglianza, perché come afferma Claire “uguaglianza non significa essere tutti uguali, ma venire rispettati nello stesso modo nonostante le diversità”.


5 autori italiani e/o stranieri di libri per ragazzi che ti piacciono molto

La mia infanzia è stata scandita dai romanzi di Emilio Salgari e da quelli di Christopher Pike, grande autore per ragazzi. Pike è in grado di creare protagoniste femminili potenti e “tragiche”, in quanto disposte a sacrificarsi per quello in cui credono. In particolare credo che Angela Warner (Monster) e Rela/Sara (L’eterno nemico) abbiano influenzato anche il mio stile di scrittura e i miei personaggi futuri.
In seguito ho apprezzato molto i romanzi di Suzanne Collins (Hunger Games), Cecilia Randall (in primo luogo la serie di Hyperversum) e Soman Chainani (The School for Good and Evil).


Descrivi Dominant con tre aggettivi

La sintesi non è la mia dote, affatto, ma direi: coinvolgente, appassionato, ricco di spunti su cui riflettere. E voi, invece, quali aggettivi usereste?

Buona lettura a tutti!


Un grazie infinito a Irene per questa bellissima intervista e per la sua disponibilità!








La prima tappa di ieri la trovate su Bookspedia, dove vengono forniti 5 ottimi motivi per cui dovrete leggere Dominant! Domani invece su Le recensioni dela libraia troverete la recensione!! Vi lascio il calendario e mi raccomando seguite tutto il BlogTour!

Fate il test che trovate QUI fateci sapere il risultato e provate a vincere una tazza o una maglia personalizzata di Dominant!







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