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Recensione: Free Heart - Cuori Liberi di Leta Blake

 

 


FREE HEART - CUORI LIBERI



                                                                   di Leta Blake



Prezzo: € 18,91 | Ebook: € 4,99 - KU |
Pagine: 450| Genere: Sport Romance MM|
Editore: Quixote Edizioni|  Data di pubblicazione: 10 febbraio

Trama

Un singolo momento può cambiare tutto. Per Dan, scalatore temerario, quel momento è arrivato con un devastante incidente mentre tentava di conquistare in free solo El Capitan. Ora, a terra in più di un senso, Dan affronta la dura realtà della guarigione: dolorosa fisioterapia, crescenti spese mediche e un sogno che sembra più lontano che mai.

Sejin è determinato a essere l’àncora di Dan, nonostante l’accumularsi di stress e paura. Ma aiutare Dan a guarire significa affrontare il loro fragile futuro insieme, sia l’amore che hanno costruito sia le sfide che non avevano previsto.

Mentre lavorano per ricostruire le loro vite, scoprono che non possono farlo da soli. Dal fedele compagno di arrampicata che c’è a ogni passo del cammino, alla figura materna che li ama e li sostiene entrambi, alla proprietaria dell’asilo locale che organizza aiuti extra, Sejin e Dan iniziano a mettere insieme una famiglia che si sono scelti.

Ma la guarigione non è mai lineare, e l’amore non è sempre sufficiente per scacciare i fantasmi del passato. Riusciranno Dan e Sejin a imparare a fidarsi l’uno dell’altro e delle persone che li circondano, per creare una vita mozzafiato e solida quanto la parete che Dan una volta scalava?


IL MIO PENSIERO SUL LIBRO

Dopo il finale mozzafiato del primo volume, Free Heart riprende esattamente dall’istante che ci aveva lasciati sospesi: Dan cade durante la scalata e Sejin può solo assistere, impotente, a quel momento che sembra spezzare tutto. Da qui il romanzo cambia ritmo, tono e respiro. Se il primo libro era attenzione, adrenalina e desiderio di fuga, questo secondo capitolo è dolore, immobilità e ricostruzione.

L’incidente diventa il centro emotivo della storia, non solo per l’entità delle ferite fisiche di Dan, ma perché costringe entrambi i protagonisti a guardarsi davvero, senza più la possibilità di nascondersi dietro la scalata o l’illusione del movimento continuo. Dan era già un personaggio difficile prima della caduta: spigoloso, inquieto, incapace di stare fermo. Ma è proprio quando il suo corpo lo obbliga all’immobilità che emergono tutte le sue fratture interiori.

La domanda che attraversa il romanzo è semplice solo in apparenza: chi è Dan senza la scalata? Se tutta la sua identità è sempre stata legata al vuoto, all’altezza, al rischio, cosa resta quando non può più arrampicare? Il recupero fisico diventa allora anche una dolorosa ricostruzione personale. Rimettere insieme la gamba rotta significa rimettere insieme i pezzi del suo passato, dei suoi traumi e del rapporto mai risolto con la madre e la famiglia di origine.

Non solo per Dan, ma anche per Sejin. Il ritorno del padre è uno degli aspetti più interessanti: non arriva come una soluzione semplice o consolatoria, ma come un confronto inevitabile con tutto ciò che è stato lasciato in sospeso. La quasi perdita di Dan lo costringe a rivedere, sotto una nuova prospettiva, la propria reazione e quella del padre alla morte della madre.

Sejin è forse il personaggio che in questo volume colpisce più profondamente. Sempre più stanco, provato, sopraffatto dal peso emotivo della situazione, il libro mostra con grande sensibilità quanto amare qualcuno significhi anche accettare ciò che lo definisce, persino quando quella stessa cosa fa paura. Sejin ama Dan anche nella sua ossessione per la scalata, anche nella sua autodistruzione, anche nella sua incapacità di restare a terra. Ma fino a che punto si può adattare la propria vita a quella della persona che si sceglie?

Il tempo, nel romanzo, scorre lento. E il lettore lo percepisce chiaramente. Le giornate di Dan sembrano infinite, riempite da ricordi angoscianti, pensieri ripetitivi e dalla paura costante di non riconoscersi più. È una lentezza voluta, quasi soffocante, che riesce però a rendere autentico il peso della convalescenza e della depressione che accompagna il recupero.

In questo immobilismo nasce però anche qualcosa di nuovo: un progetto che permette a Dan di aggrapparsi a un’idea di futuro, anche se inevitabilmente continua a ruotare intorno alla scalata. Perché certe passioni non si possono cancellare: si possono, eventualmente, trasformare.

Il tempo, il dolore, l’assenza e la presenza cambiano quasi completamente il mondo attorno a Dan.

Free Heart è quindi un romanzo sulla sopravvivenza emotiva prima ancora che fisica. Parla di amore come scelta quotidiana, di identità, di paura e della fatica necessaria per ricominciare. Ma soprattutto racconta che guarire non significa tornare come prima: significa imparare a vivere con tutte le crepe, finché i vecchi pezzi non trovano finalmente un nuovo posto in cui combaciare.













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