Recensione: Rompere il ghiaccio di Beth Bolden
Trama
Rompere il ghiaccio è un racconto intimo, profondo e umano, capace di esplorare il dolore della perdita e la fatica di riaprirsi alla vita quando il cuore sembra essersi congelato per sempre.
La storia si apre su Gavin, un ex allenatore straordinario che ha deciso di ritirarsi completamente dalla scena dopo la tragica morte di sua moglie. Il suo non è un semplice ritiro professionale, ma una vera e propria fuga dal mondo. Rifugiatosi in una baita sperduta tra i boschi, Gavin respinge con una determinazione quasi violenta chiunque provi ad avvicinarsi. Le squadre di hockey continuano a cercarlo, consapevoli del suo talento, ma per lui il silenzio della foresta è l'unica difesa possibile.
Almeno finché alla sua porta non si presenta Zach.
Zach è un ex giocatore della NHL, oggi assistente coach universitario, che in passato è stato proprio un atleta di Gavin. Ma Zach non porta con sé solo una proposta lavorativa: porta anche il peso di una cotta infantile mai del tutto spenta per il suo vecchio allenatore. Adesso, però, il tempo è passato: Zach non è più un ragazzino, ma è diventato un uomo e un professionista a sua volta.
Quando Gavin si trova davanti a Zach, la sua prima reazione è lo smarrimento. C'è qualcosa nella proposta del giovane coach che lo stuzzica: la sfida tattica, la complessità delle dinamiche all'interno della squadra di Zach. Ma il rifiuto viscerale di tornare a vivere e la paura di quel "sentimento strano" affiorato all'improvviso lo spingono a volersi isolare ancora di più. Zach, dal canto suo, soffre all'idea di essere visto ancora come il ragazzino di un tempo, incapace di farsi strada nel cuore del suo vecchio mentore.
Eppure, il richiamo del ghiaccio e della sfida sportiva hanno la meglio: Gavin accetta. L'inizio della loro collaborazione è un cocktail esplosivo di gioia e tormento. La vicinanza forzata alimenta un bisogno irresistibile di passare del tempo insieme, ma tra di loro c'è una linea invisibile, un limite da non oltrepassare. Per Gavin, cedere a quella attrazione significa affrontare il fantasma del senso di colpa: il timore di tradire la memoria e l'amore per la moglie scomparsa. Per Zach, significa mettere a nudo i propri sentimenti, con il rischio di rimanere ferito.
Ciò che rende Rompere il ghiaccio una lettura così avvincente è il modo in cui il confine tra ciò che è lecito e ciò che si desidera diventa sempre più sottile e labile. Basterebbe un soffio, un gesto impercettibile, per valicare quella soglia, ma assistiamo a un continuo e struggente tira e molla, in cui ciascuno aspetta che sia l'altro a fare il primo passo.
Il parallelo tra lo sport e l'aspetto emotivo è gestito in modo impeccabile: mentre Gavin e Zach lavorano sul ghiaccio per creare la giusta amalgama tra i giocatori della squadra, al contempo cercano affannosamente di trovare un equilibrio personale. Imparare a fidarsi di nuovo, a guidare gli altri e a lasciarsi guidare diventa la vera metafora della loro guarigione.
Rompere il ghiaccio non è solo una storia romance con ambientazione sportiva, ma un viaggio toccante sull'elaborazione del lutto, sul perdono verso se stessi e sulla bellezza, tanto spaventosa quanto necessaria, di concedersi una seconda possibilità.
E MEZZO









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