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Recensione: Il ragazzo francese di Lea Maurel

 

 

 


IL RAGAZZO FRANCESE




                                                                        di Lea Maurel



Prezzo: € 10,39| Ebook: € 2,99|
Pagine: 148 | Genere: Contemporary Romance YA|
Editore: Self Publishing |  Data di pubblicazione: 1 agosto

Trama

Lei lo ha notato sul palco. Lui l’ha notata molto prima di quanto lei immagini.

Elena ha diciotto anni, riempie le pagine del suo diario di pensieri e sogna un amore capace di farle dimenticare le delusioni del passato.

Quando vede Luca cantare con i Riflessi, ne rimane subito affascinata. Lui è più grande, sicuro di sé, sempre circondato dalla musica e apparentemente irraggiungibile. Per settimane Elena lo cerca tra concerti, locali e incontri casuali, aspettando l’occasione di rivolgergli finalmente la parola.

Poi, durante un lento, Luca attraversa la pista e si ferma proprio davanti a lei.

Quello che comincia come un sogno romantico diventa presto una relazione intensa, fatta di primi baci, telefonate, gelosie, amicizie e promesse. Ma innamorarsi non significa necessariamente sentirsi amati. Mentre Luca cerca di conciliare Elena con la musica e i suoi mille impegni, lei comincia a chiedersi quanto sia disposta ad aspettare e quanto spazio possa sacrificare pur di restargli accanto.

Perché amare qualcuno non dovrebbe significare accontentarsi del tempo che avanza. 


Il ragazzo francese è un romance young adult sulla prima relazione importante, sull’idealizzazione dell’amore e sul difficile confine tra adattarsi all’altro e perdere sé stessi.

IL MIO PENSIERO SUL LIBRO

Il ragazzo francese di Lea Maurel è un romanzo sentimentale e che racconta, con uno stile semplice e diretto, la storia di Elena e del suo rapporto con Luca. È una storia fatta soprattutto di emozioni, attese, primi appuntamenti, telefonate, incomprensioni e momenti quotidiani, con una forte impronta nostalgica legata anche alla musica degli anni Novanta, che accompagna i diversi capitoli e contribuisce a creare l’atmosfera del racconto.

Uno degli aspetti più riusciti è proprio la componente emotiva. Elena è una protagonista credibile, insicura, romantica e spesso portata a rimuginare su ogni gesto o parola, soprattutto quando il rapporto con Luca diventa più importante. Il suo percorso non riguarda soltanto l’innamoramento, ma anche la difficoltà di distinguere ciò che si immagina dalla persona reale che si ha davanti. In questo senso, il romanzo diventa anche una riflessione sull’idealizzazione dell’amore e sulla crescita personale. Interessante, inoltre, la presenza di Edo e della sua vicenda, che introduce una tematica più complessa: il limite oltre il quale voler aiutare qualcuno non significa poterlo salvare.

Luca, invece, rimane una figura più sfumata. Il lettore lo conosce soprattutto attraverso lo sguardo di Elena e questo, da un lato, è coerente con il punto di vista della protagonista, ma dall’altro rende più difficile comprenderne pienamente pensieri e motivazioni. Anche alcuni personaggi secondari e alcune vicende quotidiane avrebbero potuto essere maggiormente selezionati: la narrazione, soprattutto nella parte centrale, tende a riproporre situazioni emotive simili e questo può rallentare il ritmo. Il romanzo racconta molto bene ciò che accade, ma non sempre riesce a stabilire cosa sia davvero indispensabile raccontare.

La struttura episodica e i titoli accompagnati dalle canzoni danno comunque al libro una precisa identità e rendono piacevole il percorso narrativo. I dialoghi sono naturali e la scrittura è scorrevole, anche se ancora piuttosto semplice e a tratti esplicativa: alcune emozioni vengono ribadite più volte invece di essere lasciate emergere dalla scena. Anche il finale, emotivamente coerente, arriva forse un po’ rapidamente rispetto alla complessità delle difficoltà affrontate dai protagonisti.

Nel complesso, Il ragazzo francese è un primo romanzo sincero, coinvolgente e soprattutto autentico. Non è un’opera perfetta né particolarmente innovativa dal punto di vista narrativo, ma possiede una qualità importante, soprattutto per un’esordiente: riesce a trasmettere emozioni genuine e a far percepire al lettore quanto quelle esperienze abbiano significato per chi le ha raccontate. Le principali debolezze sono soprattutto tecniche e possono essere migliorate con maggiore selezione, approfondimento dei personaggi e controllo del ritmo. Per questo, come primo scritto di un’autrice self, il giudizio è positivo.


E MEZZO




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